anna bonaiuto

E’ stata la compostezza ed eleganza che caratterizzano l’interpretazione di Anna Bonaiuto a concludere il ciclo di letture dedicato alla riscoperta di Irène Nemirovsky, scrittrice deportata ad Auschwitz e lì deceduta nel 1942 e ad oggi considerata tra le maggiori interpreti della letteratura del ‘900. Il progetto “Cafè Némirovsky” nasce con l’intenzione di proporre al pubblico una carrellata di storie commoventi, avvincenti, coinvolgenti. E, a voler parlare solo della lettura conclusiva, l’intento è raggiunto con soddisfazione ampia e condivisa da parte di una platea plaudente. Anna Bonaiuto, accompagnata al piano dalle dolci note di Skriabin e Prokof’ev eseguite da Paolo Coletta, ha dato letteralmente vita ad un film parlato, variando tono e ritmo recitativo, creando per un’ora nella mente avvinta degli spettatori, l’illusione di assistere a un’illusione cinematografica, come il titolo “Film parlato” prometteva. Di primo acchito una storia già “vista” e tante volte. Un bordello, una ragazza madre costretta alla prostituzione, la figlia ingrata e irriconoscente. E’ la sapiente scrittura della Némirovsky che dona a tutto questo vita e ritmo di moderna sceneggiatura cinematografica, con campi, controcampi, dissolvenze flash-back efficaci. Una felice conclusione per un’operazione che,  a tutti gli effetti può ritenersi riuscita.

 

Antonio Gargiulo