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L’intensa suggestione di Palazzo Venezia, palazzo nobile del centro antico di Napoli riportato agli antichi splendori da Gennaro Buccino, offre cornice ideale per il ritorno in scena di “Sonata irregolare per anime inquiete (Mozart e Salieri)”. In scena, diretti da Maurizio Tieri, Ciro Zangaro ed Edoardo Sorgente, con Ines Dente e Lisa Imperatore, fanno rivivere gli ultimi giorni di vita di Wofgang Amadeus Mozart, nell’eterno confronto-scontro con Antonio Salieri, con appendice onirica post-terrena. Una storia di cui tanto si è scritto, ipotizzato, desunto, supposto. L’idea dell’omicidio soffiava ben più di un venticello ai tempi di Puskin, che ne trattò in una celebre opera musicata da Rimskij-Korsakov, e torna ambigua e sottile nelle parole di Massimo Smith, adattate da Tieri con un taglio essenziale e denso allo stesso tempo. Salieri, star dell’epoca, assiste ammirato e rancido all’esplosione creativa del giovane collega, morto giovane senza assaporare la gloria. Ciro Zangaro mastica amaro regalando uno sguardo obliquo e appassionato, fino al delirio finale, di potentissimo effetto scenico, quando il livore esplode incontrollato. Il suo Salieri è scolpito con rara precisione. E, d’altro canto, la guascona spocchia del Mozart di Edorardo Sorgente è tenera ed irritante insieme, comme il faut, e conferma il giovane attore come uno dei più sicuri talenti della propria generazione, e su cui è lecito puntare altissimo. Piccola bomboniera di teatro “da camera”, svolto in spazio piccolissimo che sembrava immenso, “Sonata irregolare per anime inquiete (Mozart e Salieri)” è dramma umano e documento storico da preservare e custodire, come il gioiello architettonico che lo ha ospitato.

Napoli, 3 febbraio 2014

Antonio Mocciola