“Rughe” torna dopo 15 anni.

Il celebre graphic novel di Paco Roca torna ad emozionare.

Sulla copertina di “Rughe” c’è un uomo con la testa aperta e delle foto che volano via dal finestrino di un treno.

Questa evocativa immagine mette immediatamente il lettore a confronto con la mente che vaga.

Non si tratta di emozioni che volano, non si tratta di eventi che si vogliono abbandonare, ma di qualcosa di importante che sparisce.

“Rughe” è il capolavoro di Paco Roca che torna in libreria dopo 15 anni grazie a Tunuè con una nuova pubblicazione.

La storia è quella di Emilio, un uomo ormai anziano che viene messo in una casa di cura dal proprio figlio.

Non si tratta di cattiveria, ma di impossibilità di seguire una persona che ha ormai bisogno di un aiuto più costante e concreto.

Nella sua nuova abitazione, Emilio scoprirà un nuovo mondo popolato da persone con tanti anni alle spalle e molti problemi.

C’è chi ha paura di essere rapito dagli alieni, chi collezione bustine di ketchup e di zucchero perchè potrebbero tornare utili.

C’è chi siede in una sala tutto il giorno pensando di essere una passeggera dell’Orient Express senza mai arrivare.

I piccoli mondi narrati da “Paco Roca in “Rughe” sono al tempo stesso capaci di commuovere e di far sorridere.

La delicatezza del racconto è pregevole, una storia che si fa leggere tutta d’un fiato, ma che in molti momenti si vorrebbe arrestare.

Ovviamente il motivo non è la sgradevolezza, ma la sensibilità troppo scoperta che i personaggi riescono a toccare.

L’autore riesce a condensare anche in una sola vignetta, in una sola immagine una storia che può essere lunga decenni.

E’ il caso dell’uomo che va a trovare ogni volta sua moglie e pur di starle accanto accetta di vederla stringere la mano ad un altro uomo che pensa sia il vero marito.

Le storie hanno una profonda umanità perchè si tratta di ritratti di persone realmente esistenti.

 

Paco Roca, per realizzare “Rughe” ha infatti preso in prestito storie di amici e parenti per poter rendere il tutto ancora più tangibile.

Chi pensa di trovarsi di fronte ad un libro strappalacrime però si sbaglia di grosso.

Questo lavoro tocca sicuramente le corde del cuore, ma con la capacità di far sorridere in più casi e di raccontare la vicenda di Emilio con un tono sempre leggero.

La capacità dell’artista in questo senso è davvero incredibile, riuscendo a rappresentare una malattia come l’Alzheimer in modo mai pesante.

E’ la tenerezza che suscita ogni personaggio a renderli praticamente umani: il lettore si ritroverà a volerli abbracciare uno per uno.

Anche dopo 15 anni, “Rughe” rimane un capolavoro indiscusso, un graphic novel che racconta un male ancora temuto con i toni giusti.

Si può dimenticare una faccia, ma non si può dimenticare di amare, un dettaglio che nessuno dovrebbe mai lasciarsi sfuggire.

Gaetano Cutri