Incontro con Benedetta Tobagi alla Feltrinelli di Napoli

Immaginela Feltrinelli | Libri e Musica -Via S. Caterina a Chiaia, 23 Napoli 

Mercoledì 15 gennaio ore 18

INCONTRO CON BENEDETTA TOBAGI 

In occasione della presentazione del suo nuovo libro
Una stella incoronata di buio (Einaudi)

Con l’autrice intervengono
Gabriella Gribaudi
Patrizia di Martino
Matteo Palumbo

In collaborazione con l’associazione A voce alta

Il 28 maggio 1974, in piazza della Loggia a Brescia, nel corso di una manifestazione antifascista, esplode una bomba che uccide otto persone fra cui Livia, un’insegnante di italiano che ama la poesia. Insieme a queste esistenze, scompare un mondo intero; il mondo prima del 1974, un anno che marca un punto di svolta per l’Italia e non solo. Dopo, niente e nessuno sarà mai piú uguale.

Con sguardo lucido e partecipe, l’autrice compie un viaggio nei misteri recenti della storia italiana, rivisitando il capitolo rimosso della violenza neofascista, pronta, ancora una volta, a cercare di capire cosa furono quegli anni e a fare in modo che una strage non si riduca semplicemente a un luogo e una cifra: il numero dei morti. Una strage è l’incontro con il male. Necessario è dunque continuare a interrogarsi su come è possibile sopravvivere alla ferita dell’ingiustizia che si somma alla violenza, e al senso di colpa che tormenta, paradossalmente, i sopravvissuti ma non i carnefici.

Manlio lavora in fabbrica fin da ragazzo; Livia studia per diventare insegnante. Quando si incontrano e si innamorano, decidono di condividere tutto: leggono e studiano insieme, insieme discutono di politica, viaggiano, ridono, lottano. Anche la mattina del 28 maggio 1974, in piazza della Loggia, sono insieme. Per puro caso, però, quando la bomba scoppia, Manlio sopravvive. Livia no. Livia muore con i loro migliori amici, Clem e Alberto, anche loro insegnanti, anche loro giovani impegnati in politica. Perdono la vita altre cinque persone, «non vittime, ma caduti consapevoli» che quella mattina di pioggia si ritrovano in piazza per il loro impegno antifascista.

Da quel giorno, per Manlio Milani inizia una seconda vita tra aule di tribunali, aspettando una giustizia che non è mai arrivata, collezionando frammenti di una verità sempre incompleta. Benedetta Tobagi (il cui padre è stato ucciso il 28 maggio 1980, esattamente sei anni dopo la strage di Brescia) decide di sedersi accanto a Manlio, per provare, udienza dopo udienza, a raccontare la sua storia e quella di chi, come lui, ha vissuto quell’intensa stagione di lotte politiche e di risate, di discussioni estenuanti e di scioperi, di serate fra amici, di bombe e sotterranei tentativi di golpe. Di paura e speranze. E quando trentasei anni dopo ascolta con Manlio l’ennesima sentenza di assoluzione: «Tutti assolti per non aver commesso il fatto», capisce cosa vuol dire provare rabbia e impotenza verso chi ha nascosto e manipolato la verità.

Benedetta Tobagi è nata a Milano nel 1977 ed è laureata in filosofia, PhD student in storia, collaboratrice di «Repubblica» e conduttrice radiofonica per la Rai. Nel 2009 pubblica il suo primo libro, Come mi batte forte il tuo cuore, dedicato alla memoria del padre Walter, ucciso da un gruppo terroristico di estrema sinistra, che vince numerosi premi letterari. Nel 2011 per la sua attività giornalistica riceve il «Premiolino».

Di Come mi batte forte il tuo cuore hanno detto:

«Chi riesce a scrivere la storia del proprio padre ucciso dai terroristi di un gruppo o dell’altro, rende un servigio alla memoria di tutte le vittime, anche le meno note, le piú umili. Perciò ringrazio Benedetta, per la cura con cui ha raccontato la storia di Walter Tobagi, del suo impegno civile e delle sue battaglie professionali, che è poi storia di un periodo difficile di tutta la vita politica italiana, anch’esso ricostruito con sapienza e schiettezza fin nei suoi aspetti piú complessi e delicati».
(Giorgio Napoletano)

«Noi ci auguriamo, leggendo queste pagine cosí belle e nobili, di non dover piú rivivere gli anni di piombo, anche se ne vediamo ripetersi alcuni dei sintomi. E immersi nel liquido, a volte maleodorante, della nostra contemporaneità, ci domandiamo, con senso di angoscia, come ci ricorderanno i nostri figli. E se stiamo facendo di tutto per consegnare loro una società migliore».
(Ferruccio De Bortoli, direttore del «Corriere della Sera»)

«Il libro di Benedetta Tobagi dimostra che noi possiamo capire; che anzi abbiamo capito benissimo cosa hanno fatto questi terroristi che volevano mutare il mondo e l’hanno peggiorato, distratto l’attenzione da quello che combinava la criminalità organizzata e la politica corrotta, ucciso la parte migliore del paese. […] Questo libro dà spazio a chi ha dato voce al meglio di questo paese, raccontandolo e difendendolo, un paese che sembra avere perso quella voce. Ma queste parole scritte da Benedetta Tobagi permettono di accorgerci che in molti di noi batte ancora forte il loro cuore».
(Roberto Saviano)

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