La classica famiglia catalogata dalla società come “normale”, a tutti gli effetti benestante, una madre presente e comprensiva, un buon dialogo e un figlio affettuoso e pieno di capacità. Queste sono le componenti essenziali di “Gioventù sballata”, il nuovo romanzo del talentuoso scrittore e attore Emanuele Ajello. Eppure, improvvisamente, questo castello idilliaco crolla e implode su se stesso: Alex cela una doppia vita, la sua quotidianità si scinde in due universi paralleli.

Le prime canne a scuola, le bevute nei pub, le droghe pesanti provate di nascosto ad Amsterdam, le pasticche in discoteca e infine la cocaina. Esperienze che fanno sprofondare Alex in un baratro. La confessione alla madre, con la promessa fallace di cambiare vita e l’illusione di un percorso facile, il mantra del – “basta volerlo”, fino alle preoccupanti ricadute, scandiscono i passi di un cammino minato. Un turbinio di eventi ed emozioni raccontate in modo crudo e schietto, fino al momento catartico della “guarigione” e la scelta di una nuova vita.

L’originalità di questo romanzo è rappresentata dal fatto che viene raccontato a capitoli alterni dalla madre e dal figlio, facendo emergere una realtà che nessun genitore vorrebbe vedere: “tutti bevono, troppi si drogano”. Molti genitori non hanno il coraggio di affrontare la vita e preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia. Questo scritto si allontana dai classici racconti “sulla droga” tipici degli anni ’70 – ‘80 e mostra una realtà completamente diversa, diversa come i giovani di oggi. L’eroinomane, scoperto e messo al bando della società, diveniva un reietto da allontanare e ghettizzare. Questi ragazzi, come racconta l’autore, sono perfettamente integrati, svegli e in gamba.

Un romanzo breve, intenso e spietato. Uno strumento utile per conoscere quelle dinamiche troppo spesso taciute. Un racconto tragico, con delle componenti a tratti ironiche, e allo stesso tempo riflessivo e approfondito, ricco di spunti sociali e generazionali. La scottante tematica dell’abuso di droga e alcol fra i giovanissimi è raccontata in maniera estremamente lucida, senza inutili dietrologie. Sicuramente non è “la solita storia sulla droga”!

Un libro da leggere e da far leggere.

 

Valerio Molinaro