“‘A Chiena”, la malavita senza confini
verso territori inesplorati

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Non è di certo piacevole la vita di un boss della camorra, soprattutto se quell’uomo si chiama Aniello Santonastaso, protagonista di “’A Chiena”, un gigante della malavita costretto a vivere in una sorta di bunker per sfuggire ai suoi “colleghi”, prima fra tutte la mafia cinese, grazie alla quale in passato ha raggiunto ricchezze inimmaginabili. L’unica compagnia del boss è Gennaro, il figlioccio a lui legato da un passato piuttosto torbido, nonchè unico a conoscere la vera ubicazione di quel luogo maledetto in cui si nasconde. Ed è proprio lì che è incaricato di condurre Maria, una giornalista personalmente scelta dal protagonista ed incaricata di scrivere un libro con le sue memorie e sulla sua vita criminale: forse una redenzione? Forse un motivo ancor più nascosto e misterioso? “’A chiena”, andato in scena presso il Noveau Theatre De Poche, è un testo scritto da Ivan Luigi Antonio Scherillo e Diego Sommaripa ed è proprio nel finale che svela il mistero che tiene in piedi tutta una fila di rapporti umani che si intrecciano ad una “carriera” fatta di tratta di uomini e di rapine sempre più articolate, elemento che rappresenta il vero valore dello spettacolo, rendendo umana una bestia feroce che, nella vita, ha imparato a fare i conti con i peggiori pericoli. Molto buona la recitazione e l’interpretazione di ogni personaggio in scena, da Diego Sommaripa, fido ma bramoso di potere braccio destro del boss a Sara Missaglia, sorridente e schietta giornalista alle prese con una storia che mai avrebbe sognato di scrivere, da Emanuele Scherillo, che nei panni dell’avvocato sancirà il volere definitivo di Santonastaso, fino ad arrivare a quest’ultimo, portato in scena ottimamente da Pippo Cangiano. Accantonati i simil-Gomorra con le piramidi di potere composte da camorristi locali, lo spettacolo affronta il tema decisamente meno battuto della mafia cinese, ma soprattutto dei rapporti umani tra persone che apparentemente un cuore non sembrano averlo, lasciando intravedere spirito, commozione e protezione anche di questi esseri umani decisamente borderline.

Gaetano Cutri

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