Debutterà nella prossima primavera “Brillantina” il monologo breve di Antonio Mocciola che ha per protagonista Emilio De Rosa, in scena completamente nudo per “indossare” uno dei personaggi più importanti e controversi della storia del cinema, Rodolfo Valentino. Abbiamo intervistato il giovane attore, durante le prove dello spettacolo.
“Brillantina” è un testo scritto e diretto da Antonio Mocciola, ma che ti vede da solo in scena. E’ la prima volta che affronti un monologo? Di cosa si tratta?
Sì, è la prima volta che mi ritrovo da solo in scena, finora ho sempre avuto la possibilità di stare con qualcun altro, di poter dare vita allo spettacolo grazie agli scambi con gli altri attori e personaggi. “Brillantina” sarà una sfida che sono preparato e pronto da affrontare, non mi tiro indietro quando c’è da vivere nuove esperienze.
E’ più difficile o relativamente più semplice portare in scena un personaggio realmente esistito, in questo caso Rodolfo Valentino. Ti è capitato già altre volte?
No, finora mi è già capitato di interpretare personaggi inediti o già esistiti, come ad esempio Vincenzo di “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo. Penso che l’importante sia metterci del proprio nel personaggio che si interpreta, così che ogni attore possa essere unico. Quindi non riesco a parlare di “difficoltà”, ognuno ha il proprio modo per interpretare un personaggio indipendentemente da quanto esso è distante dalla personalità dell’interprete, e io ci trovo un sincero divertimento.
Che aspetto ti ha colpito di Rodolfo? C’é qualcosa di lui che ritrovi in te?
Mi ha colpito la sua tenacia, non è facile vivere in un ambiente che ti sfrutta, e in questo monologo trovo sublime il suo sgretolarsi in un ambiente che apparentemente è intimo, il camerino, ma che allo stesso tempo è uno spazio liminale e preparatorio per la performance quindi al mostrarsi all’esterno. Essendo stata una persona del mondo dello spettacolo non posso non ritrovarmi in certe cose che dice, penso che sia un pensiero comune di molti performer quello che esprime in questo monologo. Mi ritrovo che è possibile sgretolarsi, nel proprio intimo o con un caro amico, ma quando la festa chiama bisogna rimettere su la maschera.
Affidare un monologo intero é un gesto di grande fiducia da parte dell’autore e di grande responsabilità per l’attore. Com’è nata l’idea e l’incontro tra te ed Antonio?
Ho avuto il piacere di incontrare Antonio in un provino per la sua “Isola degli invertiti” in cui ho proposto una scena di Modesto con una spalla. Antonio dopo aver visto la mia interpretazione dev’esser rimasto colpito e interessato, tant’è che qualche giorno dopo in chat mi propone il monologo, e io dopo averlo letto con anche una lettura su quella che è stata la vita di Rodolfo Valentino accettai.
Lo spettacolo ti vedrà in scena il la prossima primavera. Secondo te sarà difficile recitare per tutto il tempo, da solo e completamente nudo, col pubblico che si trova a un centimetro dal tuo corpo, dalla tua voce?
Non sono il tipo che si fa problemi per queste richieste di una drammaturgia, sono stato preparato da professionista del mestiere e tale è il mio approccio a ciascun progetto in cui io venga coinvolto.
Una domanda che può essere utile agli attori che si stanno approcciando ora al mestiere: Che tipo di lavoro tecnico e psicologico hai fatto o stai facendo per superare l’eventuale imbarazzo di un’esperienza del genere? Che rapporto hai col tuo corpo?
Penso che in ci sia una tecnica per superare l’imbarazzo, il mio percorso accademico mi ha prearato sulla naturalezza scenica, e sono testimone del fatto che ognuno trova una sia chiave per scoprirla, ci terrei a sottolineare questo termine perché non è una cosa che si ottiene ma è già un qualcosa che si ha. Mi trovo abbastanza bene con il mio corpo, anche se come tutti anche io ci vedo tante imperfezioni e cose da migliorare, ma faccio leva su questo pensiero comune perciò il problema diventa meno problematico.
Checché se ne dica, uno spettacolo di nudo integrale (di cui Antonio Mocciola è uno dei capostipiti, ottenendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero) non lascia mai indifferenti: prima di approcciarti a questo tipo di allestimento, hai avuto perplessità? Da pubblico hai visto mai esperimenti del genere, e avresti mai pensato di esserne un giorno protagonista?
Ammetto di non aver mai pensato di interpretare un tipo di teatro del genere, ma sono consapevole che c’è una prima volta per tutto, l’importante è essere aperti alle esperienze e alle critiche, perciò no, non ho avuto perplessità.
Secondo te in Italia ci sono ancora problemi di bigottismo per quanto riguarda il nudo nell’arte? Noti differenze di accettazione del nudo maschile rispetto al femminile?
No non vedo problemi di bigottismo per quanto riguarda il nudo nell’arte, è sempre stata una forma di espressione, sin dall’antichità. Per quanto riguarda le differenze di accettazione ci sono, com’è naturale che sia, non mi sorprende che una ragazza rifiuti o possa provare più imbarazzo di un ragazzo per un progetto anche solo in intimo, poi per carità esistono caratteri e caratteri.
Il tuo percorso di attore com’è nato? Quali sono i prossimi progetti e le aspettative che nutri sulla tua carriera?
È nato forse quando da piccolo in un centro di animazione estiva ho interpretato Simba de “Il re leone”, oppure quando sempre da piccolo sono rimasto affascinato quando in uno spettacolo di “Peter Pan” ho visto letteralmente Peter volare sugli spettatori, grazie ad un cavo si intende. Ma non è stata sempre attiva la recitazione nella mia vita, l’ispirazione è arrivata, oppure tornata, negli ultimi anni di liceo quando avevo iniziato a seguire un corso amatoriale. Per la mia carriera aspiro non solo a far crescere la mia carriera come attore, ma anche diventare produttore di questo campo, mi affascina anche essere il motore che permette allo spettacolo di ottenere delle date, infatti io e dei miei colleghi stiamo mettendo su due spettacoli di cui uno è la riscrittura di “Alice nel paese delle meraviglie”.
C’è qualcuno a cui devi dire grazie?
Sì, ai miei genitori. Loro sono i più importanti. Mi sostengono e non mi hanno fatto mancare nulla, hanno fatto sacrifici per me senza che io portassi nulla in cambio. Sono solo le persone a cui devo dire grazie, per sempre.
Alessia Coppola

