Gabriele Namio regista de “Il sogno da solo basterà”
“Raccontiamo Gobetti a cento anni dalla morte”

 

Tra le novità più interessanti della prossima stagione teatrale, si segnala uno spettacolo su Piero Gobetti, l’intellettuale torinese di cui ricorrono i 100 anni dalla scomparsa. A dirigere lo spettacolo sarà Gabriele Namio, che abbiamo incontrato per una breve intervista.

“Il sogno da solo basterà” è un testo scritto da Antonio Mocciola e diretto da te, con in scena Salvo Lupo, Andrea Giovagnola e Sebina Montagno negli intimi spazi dell’Arma Teatro dal 30 ottobre al primo novembre. Di cosa si tratta?

Il testo narra uno spaccato di vita appartenente alla quotidianità che Piero Gobetti, esponente filosofo appartenente alla corrente liberale del tempo, in qualità di oppositore del regime fascista, era costretto a vivere nei confronti di un ambiente ostile e opprimente come quello instaurato dalla dittatura.

Ci sono spunti di attualità in questo testo ambientato negli anni ’30?
Vorrei che sia lasciata al pubblico la possibilità di identificare analogie o similitudini all’interno dello spettacolo.
Il tuo percorso di attore e regista com’è nato? Quali sono i prossimi progetti e le aspettative che nutri sulla tua carriera?
Il mio percorso nasce e si sviluppa in un’accademia di formazione teatrale di stampo drammatico nel 2013. La regia è un percorso che si presenta in un secondo momento. Per me è fondamentale essere un attore prima che un regista. Le mie aspettative viaggiano verso obiettivi che vedano il raggiungimento di una mia poetica, di qualcosa di estremamente riconoscibile e che identifichi immediatamente uno spettacolo con la mia regia.
C’è qualcuno a cui devi dire grazie?
Ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto nella mia scelta artistica. E a me stesso, per la determinazione e la perseveranza che ancora metto a disposizione del mio percorso artistico.
Alessia Coppola
Share the Post:

Leggi anche