L’attrice ha interpretato con classe ed intensità il penultimo dei racconti della rassegna “Caffè Nemirovsky”

mandracchiaLa parabola prima ascendente e poi discendente del piccolo Ismaele, poeta cantore che viene adottato da una mecenate nobildonna, diventandone il pupillo e quasi l’amante, per poi , con il fiorire dell’adolescenza, restare senza quel talento innato e quindi perdere affetti, ammirazione, rispetto e soldi, fino ad un tragico epilogo. Questo il plot di “Il bambino prodigio”, racconto che è stato oggetto, al penultimo incontro della rassegna “Caffè Nemirovsky”, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, di un intenso reading drammatizzato in cui la soave eleganza ed il preciso acume interpretativo dell’attrice Manuela Mandracchia ha lasciato, per l’intera ora della durata dello spettacolo, col fiato sospeso, fendendo il pubblico con la sottile lama dell’emozione, che ha squarciato una reazione di entusiastico fragore, negli applausi finali che hanno travolto la bravissima interprete, accompagnata con puntuale creatività interpretativa del M° Paolo Coletta, il quale al piano ha eseguito brani del compositore russo romantico Michail Ivanovič Glinka. La storia di Ismaele e del suo scopritore Romain Nord racconta di quanto il talento non abbia alternative nella tecnica e nella maturità,e di come esso può abbandonare quando si perde la fanciullesca meraviglia di fronte al mondo, e Manuela Mandracchia ha saputo trasferire nella prosa perfetta della Nemirovsky i colori di una variopinta girandola di emozioni.

Gianmarco Cesario