Qualcuno ci è passato: la vita di uno studente che sceglie l’Erasmus per migliorare il proprio piano di studi e per accrescere le proprie conoscenze in vista di un nuovo lavoro e di una vita da adulti è un vero toccasana per staccarsi l’impronta da ragazzini e iniziare un vero e proprio percorso verso l’età della maturità.

E’ proprio questo che ha scelto Chiara, una giovane ragazza che abita nel Lazio ma che ha visto in Francia una località perfetta per perfezionare i propri studi da artista: è a Tolosa che incontra un gruppo di scalmanati amici, provenienti dal luogo stesso o da altri posti d’Europa e fieri di condividere un pezzo di vita tra la scintilla di un posto nuovo e le problematiche di tutti i giorni.

E poi c’è anche Kevin, un personaggio particolare che in qualche modo porterà Chiara ad affrontare un viaggio, non solamente psicologico, verso sé stessa.

Il viaggio è un lungo percorso on the road in compagnia di un camionista che sovverte totalmente i canoni del genere: non è burbero, non è scontroso, non è scorbutico, ma anzi, le lunghe ore di convivenza nell’abitacolo riusciranno in qualche modo a far aprire i due personaggi così diversi verso un clima di comprensione e di fiducia probabilmente inatteso.

Quello presentato è lo scenario di “Ti chiamo domani”, un avvolgente graphic novel di Rita Petruccioli pubblicato da Bao Publishing: colori essenziali, un tratto quasi infantile ma perfettamente coerente con la semplicità dei sentimenti e la comunicazione delle storie dei due protagonisti sono gli elemento che rendono questo lavoro accattivante e scorrevolissimo.

Le 144 pagine del volume infatti si leggono molto velocemente perchè, esattamente come il percorso su strada, porta con rapidità verso la meta finale, scoprendo, tappa dopo tappa, segreti e confessioni delle vite dei due personaggi principali, finendo per amarli e volerli quasi abbracciare, come se fossero persone care in carne ed ossa.

Il deserto dei tartari” è un leit motiv del racconto, qualcosa che si aspetta, come la gioia della vita e che, chissà, magari arriva proprio nel momento in cui non si pensa più di poterla ritrovare.

Gaetano Cutri