Caratteri diversi si cimentano nella danza contemporanea a Fabbrica Europa.

Primo appuntamento a Le Murate, nell’ambito di Progetti Arte Contemporanea, con la vetrina internazionale di giovani coreografi ospiti di Fabbrica Europa. È la volta dell’Italia, rappresentata da Claudia Catarzi con “Sul punto”, e della Francia, rappresentata da Malika Djardi con “Sa prière”, che si susseguono in due spettacoli diversi, ma ugualmente stimolanti.

2. Giovani danzautori, Claudia Catarzi, Sul Punto, foto di Paolo PortoLa serata si apre con Claudia Catarzi. Scena completamente vuota, animata da una sola ragazza che indossa pantaloni larghi e maglietta. A volte, anche davanti a uno spettacolo di danza dichiaratamente contemporanea, ci si aspetta un accompagnamento musicale, lo si desidera. Come nella vita di tutti i giorni, in una situazione di silenzio e di penombra, ci si addormenta, o meglio, trapassiamo in un mondo altro, in un limbo blu in cui siamo capaci di fare quello che vogliamo, al di là delle nostre possibilità fisiche e mentali. La nebbiolina artificiale di “Sul punto” ci avvolge, il silenzio penetra nelle nostre orecchie. Come quando ci stiamo per addormentare, quello che ci arriva non è più silenzio ma un sibilo, un rumore prima lontano, poi sempre più vicino e più forte. Così, lo spettatore sveglio, cade in un sonno ad occhi aperti, ipnotizzato dai movimenti della danzatrice. La musica non c’è ma si percepisce; come nei sogni, è possibile creare quello che manca, in questo caso la colonna sonora. Tutto si completa. Claudia Catarzi mostra consapevolezza del proprio corpo, usa le dimensioni dello spazio e del tempo a suo piacimento, scomponendo e ricomponendo il suo fisico umano, al passo con i suoi pensieri più profondi e nascosti.

2. Giovani danzautori, Malika Djardi, Sa PrièreLa parola contemporaneo è un bacino troppo ampio, dentro cui si è soliti mettere di tutto. Ma cosa significa contemporaneo alla lettera? Lo spiega Malika Djardi con “Sa prière”, Una voce fuori campo in francese accompagna la performance, intervallata da musiche di diverso genere. La giovane artista si ispira ad episodi della sua vita, della sua famiglia, di sua madre, fedele all’Islam, che prega regolarmente e forse la esorta a fare lo stesso. Che cosa c’è di più contemporaneo di una giovane di origini islamiche vestita con jeans e scarpe da ginnastica e con i capelli corti ossigenati? La danzatrice sembra proprio l’incarnazione del coraggio e della forza di portare sulle spalle il carattere delle nuove generazioni, senza scrupoli e senza vergogna. Le parole della madre creano, nell’interiorità della protagonista, ritmi e armonie che miscelano una pratica antica col mondo di oggi, dominato dal caos e da una musica assordante da discoteca, che irrompe nella sala e provoca lo scatenamento del corpo di Malika Djardi. Ma in lei, come in ognuno di noi, c’è una crepa tra ciò che siamo e da dove proveniamo. Questo lascia amarezza, dolore, paura, inquietudini. Allora la contemporaneità non significa solo fare qualcosa di inusuale, ma soprattutto qualcosa di banale per i ventenni di oggi, che diventa difficile se rapportato alla mentalità radicata e difficile da spazzare via. Lo scarto è un corpo nudo, che non sa cosa mettersi addosso, se non i blue jeans, i quali non mancano di rivelare che si è comodi e pronti per correre, per fuggire via.

Firenze – LE MURATE-PROGETTI ARTE CONTEMPORANEA, 5 giugno 2015.

Benedetta Colasanti

SUL PUNTO – Ideazione e interpretazione: Claudia Catarzi; PRODUZIONE: Company Blu.

SA PRIÈRE – Ideazione e interpretazione: Malika Djardi; voce fuori campo: Marie-Bernadette Philippon; musica: “We found love” Rihanna feat Calvin Harris, “Tres Morillas” Jordi Savall; creazione suono: Benoit Pelé; coproduzione: Charleroi Danses, Centre chorégraphique e la Fédération Wallonie-Bruxelles; residenza e sostegno: Skite Caen, Atelier de Paris-Carolyn Carlson-Afterskite, Rhizome (Lyon), Charleroi Danses; con il sostegno di: Institut Francais Italia; programmazione in collaborazione con: Rencontres chorégraphiques de Seine-Saint-Denis.