vertigo 1Quando si viene a contatto con espressioni d’arte così forti, l’unico consiglio che si può dare al lettore è quello di vivere l’esperienza della visione completa dello spettacolo.  E’ questo il caso, dove la scorsa sera nei suggestivi e ampi spazi del Museo Archeologico Ferroviario Nazionale di Pietrarsa in Portici, la Vertigo Dance Company ha regalato ad una numerosa platea la performance “Mana”. Già dal titolo “Mana”, che in molte lingue della Malesia e della Polinesia significa “forza sovrannaturale”, si entra in contatto con l’energia di otto danzatori che per un ora, magistralmente diretti da Noa Wertheim, accompagnano lo spettatore in un viaggio mistico e filosofico. E’ nata prima la luce o il buio? Questa la domanda della coreografa che, con la complicità del light Design Dani Fishof, apre la performance con un unico danzatore. Avvolto in un fascio di luce e privo di musica il ballerino ci accompagna nel vortice delle dicotomie fisiche, dove il movimento cerca una soluzione. Per tutta la performance è un susseguirsi di analisi dove la danza diviene lo strumento per sciogliere gli arcani. Troviamo una sinuosa e lineare danzatrice a dover condividere la scena con un grande pallone ad elio nero ancorato sulle spalle; un indagine tra il maschile e il femminile che vede i ballerini in una instancabile ricerca della perfezione. I temi della libertà e della prigionia sono amplificati anche grazie all’ ausilio di una semplice scenografia, composta di un unico elemento scenico simile ad una casa con una apertura centrale che , come dichiara Noa Wertheim, rappresenta il confine tra l’esterno e l’interno di se, e che al variare dei moduli narrativi diviene nono danzatore in scena. vertigo 2Le musiche di Ran Bagno sono spesso introdotte da brevi ma intensi assoli dei protagonisti.

Il risultato di questo lavoro? Oltre 5 minuti di applausi, con un pubblico che estasiato dall’ energia e dalla presenza scenica degli otto protagonisti ha deciso di ringraziali con una standing ovation.

Questa performance si è confermata essere ciò che il suo stesso titolo propone, una forza sovrannaturale che dopo l’esperienza del Napoli Teatro Festival Italia  volerà a New York e poi in Cina.

Simona Schiavone

COREOGRAFIA Noa Wertheim

DANZATORI: Yuval Lev, Eyal Vizner, Emmy Mya Wielunski,Micah Amos, Tomer Navot, Gil Kerer, Sian Olles, Yael Rivka Cibulski, Marija Slavec

MUSICHE  Ran Bagno

VOCE: Dani Makov