Liberamente ispirato a William Shakespeare il nuovo lavoro di Ruggero Cappuccio per la regia di Claudio Di Palma.

Che cos’è la vita, se non ‹‹un’ischemia sentimentale, un’apoplessia d’amore?››. Con questa metafora ha inizio la pièce “Sogno di una notte di mezza estate”, rivisitazione favolistica dai richiami burleschi e circensi andata in scena al Teatro delle Arti per la regia di Claudio Di Palma, riadattata per mano di Ruggero Cappuccio ed interpretata da Lello Arena e Isa Danieli. Un classico della letteratura shakespeariana, farsa epitalamica presumibilmente scritta in occasione delle nozze ufficiali di alcuni membri dell’aristocrazia britannica tra il 1593 e il 1595. Un copione non privo di ingarbugliate concatenazioni amorose, con svariati elementi stilistici, tematici nonché emblematici. Come nell’opera originale anche in questa messinscena la vita di ogni giorno si mischia alla fiaba e al mito, architettando frammenti di ‘Sogno’ che sembrano giungere dalle antiche divinità, ‹‹un’agonia di zucchero, un dissetarsi amaro sopra una dieresi d’eterno››.

La commedia si apre nell’area perimetrale di una camera da letto di un modesto palazzo di ringhiera napoletano, dove dormono beati Oberon, re degli elfi, e sua moglie Titania, regina delle fate. I due innamorati, ridestandosi dal sonno, innescano un intreccio narrativo fatto di sfizi e brame passionali, smussando i destini umani con bizzarri intrighi di corte e magiche pozioni, in un’ambientazione onirica ispirata al vecchio teatro dei burattini. Ecco che ‹‹tra cielo e mare, giusto sopra le scapole dell’orizzonte››, tre distinte trame di giovani amanti vengono allestite, tutte confluenti verso la celebrazione del matrimonio del duca Teseo e la sua promessa sposa Ippolita. Per festeggiare la loro unione una compagnia di attori/artigiani inscenerà una recita sul tema di Piramo e Tisbe, magistralmente diretti da Titania e Oberon. I due proseguono i loro artifizi tra sonno e veglia, dirigendo a loro piacimento le sorti di Lisandro e Demetrio, innamorati della stessa donna, Ermia, la quale vuol bene solo a Lisandro, a differenza della sua amica Elena che ama Demetrio. Altro incalzante personaggio di questi triangoli sentimentali è Puck, un folletto astuto ed irriverente ingaggiato da Oberon per aiutarlo nei suoi piani.

Come nel teatro greco, anche in quello shakespeariano e così pure in quest’ultimo di Di Palma, gli spiriti partecipano operosamente alle vicissitudini dei protagonisti, sono parte integrante della storia, presenze ingombranti e misteriose che contemplano ed influenzano gli esiti del racconto. Ne emerge una drammaturgia originale che rimescola nuovi linguaggi sonori impreziositi dalla tradizione partenopea, sostenuta da una regia fresca e meditativa. Non di meno il cast attoriale, dove emergono le raffinate metamorfosi di Lello Arena e Isa Danieli, accompagnate dal poliedrico Fabrizio Vona, e dai degni compagni di viaggio Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese e Antonella Romano.

Lastra a Signa (Fi) – TEATRO DELLE ARTI, 27 novembre 2015

Mara Marchi

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATERegia: Claudio Di Palma; Produzione: Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro; Sceneggiatura: Ruggero Cappuccio; Scenografia: Luigi Ferrigno; Costumi: Annamaria Morelli; Musiche: Massimiliano Sacchi; Burattini: Selvaggia Filippini; Interpreti: Lello Arena, Isa Danieli, Fabrizio Vona, Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano.