Laboratori triennali di recitazione e una stagione ispirata ai grandi autori e alla tradizione toscana.

Costruito nel 1970 e interamente ristrutturato negli anni Ottanta-Novanta, il Teatro Reims di Firenze ospita generalmente spettacoli in vernacolo fiorentino o comunque della tradizione Toscana. La sua programmazione teatrale è stata affidata per la terza stagione consecutiva all’associazione Loriolo, nata nel settembre 2015 dalla collaborazione tra la Nuova Compagnia di Prosa di Firenze e Namastè Teatro (per il primo anno della nuova gestione presente anche La Compagnia delle Seggiole) con la volontà di far rivivere quella che era l’atmosfera artistica che si respirava nel famoso Teatro dell’Oriuolo. Diretto da Gino Susini e chiuso nel 1993 era uno spazio amato dai fiorentini che ancora lo ricordano con nostalgia come uno dei centri della vita culturale cittadina.

Rifacendosi al magistero di Susini, l’associazione organizza laboratori triennali di recitazione e una stagione che vuole unire professionalità e divertimento per creare spettacoli adatti a un vasto pubblico. Il cartellone 2017/2018 prevede sei spettacoli, a cominciare da “Rumori fuori scena” di Michael Frayn per la regia di Antonio Susini, che dirigerà anche l’allestimento di “Festa in famiglia” di Alan Ayckbourn e di due atti unici di Pirandello: “L’uomo dal fiore in bocca” e “La patente”. A seguire “Gallina vecchia” che, scritta nel 1911 da Augusto Novelli, è considerata tra le più belle commedie del teatro toscano. La storia ruota intorno alla figura di Nunziata, una donna che sta attraversando il delicatissimo passaggio dall’età matura alla vecchiaia. La paura della gioventù che fugge fa sì che la protagonista si crogioli nell’idea di conquistare, attraverso le sue ricchezze e i suoi modi astuti, un giovanotto sfaccendato che è già fidanzato con una brava ragazza di modeste condizioni.

In “Allegretto (perbene…ma non troppo)” di Ugo Chiti il macabro ritrovamento di un presunto feto umano è l’ipotetico fatto di cronaca che turba la coscienza di un paese in fermento per l’imminente visita del Duce. A questo si aggiunge un secondo fatto di cronaca, un esplicito riferimento al caso del fascista Garosi, che determina ulteriori tensioni nello svolgimento dei fatti. Chiude la stagione “La veglia sull’aia”, adattamento di Rita Serafini di un’idea di Beppe Ghiglioni che si ispira alla tradizione toscana di andare a veglia.

Per tutte le informazioni: www.teatroreims.it

Lorena Vallieri