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NAPOLI Franco Dragone, direttore artistico del Napoli Teatro Festival, entra in scena al Massimo Partenopeo e pone un quesito al pubblico: “Chi di voi non è mai stato qui alzi la mano”;  un centinaio di persone lo fanno. Il senso di questa performance è presto spiegato.

Per una sera il San Carlo si è privato della sua austerità lirica ed ha accolto una rock band underground molto nota ed apprezzata nel panorama musicale partenopeo.   E’ lontano ormai il tempo in cui i Foja (Dario Sansone, Ennio Frongillo, Giuliano Falcone, Giovanni Schiattarella e Luigi Scialdone)  suonavano  nei locali del centro storico di Napoli tra bicchieri di  birra e distratti clienti: infatti, per una sera si esibiscono al Teatro San Carlo.
Il concerto, dal titolo “Cagnasse tutto”,  è una performance idealmente suddivisa dal regista in quattro momenti:  il desiderio dell’individuo di condividere la propria esistenza confusa e solitaria, l’incontro con l’amore,  il ritorno alla solitudine e l’amore senza tempo;  ma la percezione è quella di rivivere un percorso musicale nei brani di maggior successo della  band, che per  l’occasione ha due guest, ovvero Fabrizio Renzullo e Emidio Ausiello .

Lo spettacolo si apre con “’A ballata do diavolo” per poi toccare vari brani del gruppo capitanato da Dario Sansone come  “ Che m’ he fatto”,  “Cose ‘e pazze”,  “O sciore e o’ Viento” , FRAME DISEGNATO DAL FUMETTISTA RAK PER IL VIDEO DEL SINGOLO DEI FOJA O SCIORE E O VIENTO_0

“A malia” solo per citarne qualcuno.

La scenografia, che vede la consulenza di Nicola Rubertelli, si compone di pochi elementi  e si concentra  in un video mapping che proietta le illustrazioni di Alessandro Rak (noto fumettista italiano, nonché regista del film di animazione “L’arte della felicità”, n.d.r.). La scena varia solo in occasione di un brano presente nel  primo album collettivo dell’onda newpolitana 2.1, «Capitan Capitone e i Fratelli della costa», che vede l’ingresso di due giovani marinarette e l’ammainarsi di una grande vela a mezz’aria sulla band.

La pioggia di fiori di carta dall’alto del loggione (ad accompagnare l’esecuzione di  “O sciore e o’ Viento” ) e le minuscole lucette illuminate dal pubblico nella parte finale della performance hanno movimentato e acceso, metaforicamente, il teatro, contribuendo a rendere lo spettacolo solare, leggero ed emozionante.

 

Simona Schiavone

 

 

 

REGIA FRANCO DRAGONE

REGISTA COLLABORATORE MICHELE MANGINI

CONSULENZA ALLE SCENOGRAFIE NICOLA RUBERTELLI

I FOJA DARIO SANSONE VOCE E CHITARRA ENNIO FRONGILLO CHITARRA GIULIANO FALCONE BASSO GIOVANNI SCHIATTARELLA BATTERIA LUIGI SCIALDONE CORDE (CHITARRA-MANDOLINO-UKULELE) GUEST FABIO RENZULLO TROMBA & ARMONICA EMIDIO AUSIELLO PERCUSSIONI

PRODUZIONE ESECUTIVA: CAMPONITIDO (ROMEO GROSSO, CAMILLA FERRARI); ILLUSTRAZIONI: ALESSANDRO RAK; PERFORMANCE AEREA: IMAGINARIA; SOUND ENGINEER: DANIELE CHESSA; LIGHT DESIGNER: GIANLUCA SACCO; PROGRAMMATORE VIDEO: ALESSANDRO PAPA; ANIMAZIONI: CONTROLZETALAB; SCENOTECNICA: STEFANO GIAMBANCO; PRODUZIONE: AREALIVE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA