A Zoom Festival 2014 una serata con esistenze in bilico tra delirio e malattia.

gioco_specchiFantasmi del cuore e della mente nella serata che Zoom Festival 2014 dedica al gruppo  Uthopia/tra Cielo e Terra, in scena con “Gioco di Specchi” di Stefano Massini, e all’artista veneta Silvia Costa, che in “Stato di Grazia” indaga una storia di deviazione sessuale. Nei due spettacoli il confine tra sogno e realtà sfuma e al sonno del corpo fa eco quello della mente. Veniamo così condotti in un viaggio nell’anima, esplorata nei meandri delle sue insicurezze, delle sue paure e delle sue malattie, fisiche e mentali. Ma è anche un percorso che ci insegna ad andare oltre, a oltrepassare i confini delle apparenze per riscoprire la vera essenza delle persone. Il tutto arricchito dall’eccezionale bravura dei tre attori che hanno interpretato le due pièces: Marco Brinzi, Ciro Masella e Silvia Costa.

Si comincia dunque con “Gioco di specchi”, un’opera caratterizzata proprio dal continuo sconfinamento tra realtà e delirio. Il testo di Massini prende spunto dal celebre capolavoro di Miguel de Cervantes. Don Chisciotte e Sancho Panza si svegliano di soprassalto. Hanno fatto un sogno, lo stesso sogno: svegliarsi all’alba e scoprire che l’altro è morto, sdraiato sotto un albero di melograno. Incubo o presagio? E poi, chi dei due morirà? Nel buio della notte, in attesa di un mattino che potrebbe essere l’ultimo, la paura diventa paralizzante e il silenzio costringe a tirare le somme di un’intera esistenza, a fare i conti con i propri fallimenti. Non resta che lanciarsi in un serrato duello di parole e di emozioni che non lasci spazio all’angoscia crescente. I litigi si alternano così ai dubbi e all’espressione delle insicurezze, fino al momento culminante in cui le due identità sfumano e la confusione diventa totale. Il gioco delle parti viene meno, resta solo una domanda: chi è Don Chisciotte e chi Sancho Panza?

stato_graziaNella seconda parte della serata Silvia Costa ha presentato il suo lavoro basato su uno dei 500 casi clinici raccolti e catalogati dallo psichiatra e neurologo tedesco Richard von Krafft-Ebing nel volume “Psychopathia sexualis”, edito nel 1886. Il risultato è una poesia, che racconta di un’esistenza ai margini, di una condizione umana malata e corrotta, ma che cerca il proprio riscatto e la propria redenzione. La condizione del protagonista, in bilico tra dannazione e salvezza, è rappresentata anche visivamente dalla figura dell’attrice, già in scena durante l’ingresso del pubblico, rigida e inclinata, appoggiata al muro e messa da parte, quasi un oggetto dimenticato. La scena sembra un fermo immagine, una pausa durante una lenta caduta verso un fondo d’oro che potrebbero essere le fiamme dell’Inferno, o il riverbero della luce eterna. La concessione di un momento per narrare la propria storia, la malattia, e chiedere aiuto, comprensione, riscatto. Ottenendoli. Il rogo finale che con un bellissimo effetto scenico avvolge la figura del protagonista è anche il modo per purificare la sua anima dalla sporcizia della sua deviazione sessuale e permetterle di raggiungere uno stato di pace.

Scandicci (Fi) – TEATRO STUDIO, 7 novembre 2014

Lorena Vallieri

GIOCO DI SPECCHI – Uthopia/tra cielo e terra
Regia: Ciro Masella; autore: Stefano Massini; scena, luci e costumi: Silvia Avigo; suono: Angelo Benedetti. Interpreti: Marco Brinzi e Ciro Masella.

STATO DI GRAZIA – Silvia Costa
Testo tratto da “Psychopathia sexualis” di Richard von Krafft-Ebing; disegno sonoro: Lorenzo Tomio; sculture di scena: Plastikart Studio Zimmermann & Amoroso, Vito Matera e Silvia Costa; interpreti: Silvia Costa.