E’ un viaggio di costante stupore “Favole e leggende della Campania”, il nuovo libro di Angela Matassa edito dalla Homo Scrivens di Aldo Putignano e destinato ad occupare un ruolo importante nel ricchissimo settore di genere. Intanto perché le storie narrate dalla Matassa non hanno quella patina vetusta che potrebbe allontanare, o spaventare. Anzi. Pur essendo spesso risalenti a 3-4-500 anni fa, questi racconti potrebbero tranquillamente essere stati scritti oggi, non certo per la forma, ma per la pura essenza che sprigionano. Quindici anni dopo l’uscita di “Leggende e miti di Napoli e della Campania”, la Matassa rivede ed aggiorna i contenuti e la veste grafica di quel lavoro, il cui esito commerciale è stato a dir poco sorprendente (e dall’onda lunghissima). Diverse le sezioni: Fiabe e favole in lingua napoletana (e viene da pensare, leggendone lo stile, a quanto si sia imbastardito il nostro idioma), un’indagine sulla figura dello “sciocco”, uno squarcio sui miti cilentani, sulle leggende, sui fantasmi e, magistrale colpo di coda, i miti di domani. Perchè la favola, alla faccia dei cinici e dei troppo razionali, continua.

Antonio Mocciola