Uno sguardo tra l’inquietante e lo stralunato accoglie all’esterno del Pan:è quello di Salvador Dali. La mostra, inaugurata il 1°marzo al PAN, è una raccolta di opere (disegni) che cerca di raccontare la visionaria arte del maestro catalano uno dei capostipiti del Surrealismo, insieme ad altri personaggi del calibro di André Breton Max Hernst Alberto Giacometti, Renée Magritte e Joan mirò. Passeggiando per le sale chi si rende conto di quanto fosse un precursore di tecniche di uso comune ai giorni nostri. Negli anni ’70 comincia i primi esperimenti sulle immagini tridimensionali (che daranno vita in seguito ai film in 3d)ed agli ologrammi (inventati dal fisico D. Gabor). Salta all’occhio anche il grande amore che lo accompagnó nel suo percorso umano ed artistico, diventando la sua musa ispiratrice :la moglie Gala. Unica pecca , secondo me, l’illuminazione, troppo omogenea ed a volte eccessiva: non sempre è facile guardare i particolari di un disegno quando lo stesso è “invaso” dal riflesso della foto posta nella parete di fronte, praticamente illuminata “a giorno”.

La mostra termina il 10 giugno 2018.

 

Gloria Ajello