“Studio davanti a una testa”, tra Sagrestia di Santo Spirito e Sala Piccola del Cango.

Claudia Catarzi è tra i giovani promettenti che “Umano” propone nella sua riflessione sull’uomo. Il 24 ottobre, tra la Sagrestia della Chiesa di Santo Spirito e il Teatro Cango Cantieri Goldonetta, va in scena “Studio davanti a una testa”.

Il lavoro è pensato per l’occasione, come quelli di Annamaria Ajmone e Claudia Caldarano. “Studio davanti a una testa” parte dall’opera di Amedeo Modigliani per captare l’emozione e studiarla, come se fosse sempre possibile farla uscire dalla mente umana. Claudia Catarzi presenta la prima parte della performance nella Sagrestia di Santo Spirito, una location solenne e suggestiva, in cui il silenzio del luogo sacro rimbomba nelle nostre orecchie. Sembra di fare il nostro ingresso in un luogo proibito, in cui non è possibile entrare. Il bello del teatro è che ci si può catapultare dove si vuole e con chi si vuole; il bello della danza è che si può dire ciò che si vuole senza il bisogno del medium-parola. La danzatrice, vestita elegantemente con una camicia rossa, è la tentazione che ci porta in luoghi i quali dovremmo avere il buon senso di non invadere. L’uomo prova infinite emozioni, alcune vengono espresse, esplicitate, altre, spesso le più estreme, rimangono celate. La protagonista un po’ onirica di “Studio davanti a una testa” va a scovare tali nascosti sentimenti, li rapisce, li porta all’esterno, li mostra al pubblico di “Umano”. La danza della Catarzi è molto interessante: ogni singolo movimento scaturisce proprio dall’interiorità e si sviluppa in una serie di evoluzioni che parte in modo sommesso e delicato per poi intricarsi e complicarsi sempre più. Al di là del messaggio, un po’ arduo da comprendere, la coreografia non nasconde le capacità tecniche della danzatrice, scioltezza, energia, agilità, padronanza del proprio corpo, requisiti che anche la nuova danza contemporanea richiede. La performance è replicata nella Sala Piccola del Teatro Cango: i movimenti coreografici si possono riconoscere, ma si nota quanto un diverso contesto possa cambiare l’esito finale dell’opera, proprio come una stessa emozione può risultare diversa a seconda della mente che la contiene.

Firenze – CANGO CANTIERI GOLDONETTA, 25 ottobre 2015.

Benedetta Colasanti

STUDIO DAVANTI A UNA TESTA – Interpretazione: Claudia Catarzi; produzione: Company Blu.