Ginnastica e danza contemporanea: il Teatro Verdi di Firenze vede la metamorfosi degli atleti in artisti.

Danza, capacità atletica, moda e modernità. Sono gli ingredienti per volare in alto, da sempre e per sempre. Gli atleti della Federazione Rumena di ginnastica artistica e ritmica ed aerobica saltano sul palcoscenico del Teatro Verdi con un’esplosione di energia e colori, indossando i bellissimi costumi firmati Luca Missoni e cimentandosi nei passi di danza contemporanea messi insieme da tre coreografi di fama internazionale: Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton. Da un’idea originalissima di Antonio Gnecchi Ruscone, dal 1997 al 2016, dai palchi di tutto il mondo a quello fiorentino.

foto AEROS fioreSport e arte sono le discipline che rendono un uomo grande. Fin dall’antichità i due ambiti erano strettamente legati: basta pensare ai più grandi intrattenimenti del mondo greco-romano, dove le capacità atletiche erano inevitabilmente associate a quelle performative. Col tempo, ogni cosa assume caratteristiche specifiche, rinunciando sia alla propria multivalenza, sia ad un contatto con ciò che una volta gli apparteneva ed è diventato altro. Oggi si è già visto tutto ciò che è immaginabile e l’alternativa all’inventare qualcosa di mai concepito e pensato è sperimentare nuovi abbinamenti, unire cose diverse per creare il mai visto sulla base di ciò che si conosce. In questo tipo di sperimentazione i risultati sono quasi sempre brillanti: c’è la sorpresa, ma essa consiste nel vedere quello che già conosciamo in vesti diverse, perché i nostri occhi e il nostro cervello tendono ad essere incurabilmente abitudinari. Quando la propria originalità coglie il gusto del pubblico, vuol dire essere contemporanei, cioè al passo col presente, cioè di successo, specie se questa originalità riesce a rimanere tale a distanza di quasi 20 anni; del resto la storia si fa per evi, secoli, ventenni, e non può mutare, come vorrebbero la scienza e la tecnica, da un giorno all’altro. Così l’idea di Antonio Gnecchi Ruscone è in tournée intorno al mondo da ben diciannove anni, accompagnata da applausi fragorosi. Vigore e forza fisica sono ingredienti fondamentali per la danza, specialmente per quella contemporanea, che per sua natura tende a varcare i limiti dell’insegnamento accademico. I tre coreografi, Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton, possono facilmente varcare i limiti della loro disciplina, perché hanno a disposizione atleti di ginnastica artistica e ritmica, che sembrano padroni della forza di gravità e sono capaci di evoluzioni che ci rimandano con la memoria agli acrobati del circo.

Lo spettacolo sfrutta la luce e il suono per farsi più accattivante, in modo che gli atleti-danzatori possano impossessarsi anche del ritmo e di una velocità tale da creare effetti ottici molto divertenti. La musica, di TTG Music Lab, è adatta al tipo di coreografia; le luci sono proiettate sullo sfondo o su una quarta parete che qui è realmente presente, ponendosi tra pubblico e performers e creando effetti di fuoco, di terra, di aria, di acqua. Il corpo degli atleti-danzatori sembra metamorfico: ricorda la natura, con i suoi quattro elementi, ma non smette mai di rimandare anche all’uomo e ai suoi divertimenti, ad esempio quando, dietro la quarta parete che simula le onde del mare, i performers diventano tuffatori e nuotatori, con incredibili evoluzioni che sembrerebbero possibili soltanto avendo un vero tappeto d’acqua in cui tuffarsi. È incredibile come ciò che ammiriamo e seguiamo assiduamente, cioè lo sport, si trasformi in qualcosa di diverso, di ammaliante e fortemente attraente, grazie alla magia dell’arte. L’arte della danza, ma anche degli effetti sonori e luminosi, che arrivano sempre ai nostri sensi.

Nel caso di “Aeros” non mancano neanche elementi che a volte in teatro sono dati per scontato, ma quando sono curati si rivelano vincenti: i costumi. Vari e variopinti, concorrono a rendere unica e irripetibile la performance; bellissimi a vedersi e assolutamente idonei al tipo di messinscena, sembrano metamorfici al pari di chi li indossa, rimandando anch’essi ad una strana natura o ai vivaci colori di un circo. La moda è un’arte e quindi vale anche per essa la possibilità di mettersi alla prova, sperimentando un’unione con un’altra qualsivoglia arte. Luca Missoni, stilista di alta e costosa moda, accetta questa sfida, contribuendo alla ricchezza dello spettacolo. “Aeros”, data la sua fama mondiale, ha sicuramente dietro di sé una meticolosa regia, una ferrea organizzazione, questo è un bene per la riuscita di quella macchina complessa che è il teatro, ma è sempre meglio quando questo meccanismo rimane celato, quando tutto appare preciso e semplice, lasciando un ricordo pulito e felice. “Aeros”, una ricetta complessa per fare una cosa semplice, un allenamento duro che lascia qualcosa di piacevole e divertente, come un bambino che salta su un tappeto elastico. Ecco l’arte che gli spettatori amano.

Firenze – TEATRO VERDI, 14 marzo 2016.

Benedetta Colasanti

AEROS – ideazione: Antonio Gnecchi Ruscone; coreografia: Daniel Ezralow, David Parsons, Moses Pendleton; interpreti: Atleti della Federazione Rumena di ginnastica artistica e ritmica ed aerobica; musiche: TTG Music Lab; costumi: Luca Missoni; produzione: Bags Entertainment.