Non è affatto scontato che una vita emozionante e complessa sia narrata in maniera viva e coinvolgente, attraverso la relativa biografia. Aldo Putignano, nella sua “Vita di Schiele”, ci riesce in pieno. Si legge come un romanzo, ed in effetti in un certo senso lo é, questo lavoro uscito per Homo Scrivens, in cui lo stile dell’autore si riconosce senza essere invadente, rendendo più ricca e saporita la lettura. Fresco di vittoria del prestigioso Premio Amato Lamberti per la Cultura, Putignano racconta la vita del tormentato artista austriaco dall’inizio alla fine, ma l’affresco della società del tempo é presente ed importante tanto quanto le gesta del protagonista. Ecco dunque fare capolino il maestro Klimt, la guerra, i mutamenti politici, tutto quello che ha ispirato l’abbondante mole di opere di Schiele, ed anche le sue motivazioni. In tal senso il tocco di classe di questo prezioso lavoro Putignano lo semina qua e là: ovvero la segnalazione del titolo e dell’anno delle opere che nel testo sono citate. Stimolo notevole per andarsele a recuperare, nella memoria o su google, fa lo stesso. “Vita di Schiele” non é un’agiografia. E’ un lavoro onesto, che si sporca le mani anche con le umanissime pochezze di un artista indimenticabile, che ha toccato un nervo scoperto (ed ancora lo fa) della nostra natura umana. E che avrebbe senz’altro apprezzato, per il suo crudo ma limpido sguardo, il lavoro di Aldo Putignano.

Antonio Mocciola