Vincenzo Di Matteo, nudo per “Addosso”
“L’Italia é ancora una nazione poco evoluta”

Abbiamo intervistato Vincenzo Di Matteo, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?

Lavoro in una libreria da circa 25 anni e posso dire di fare uno dei lavori più belli del mondo.

Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?

Paradossalmente l’essere napoletano ha inciso sia nel bene che nel male. C’è sempre voluto del tempo prima di rendersi conto di che persona sei.

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?

Non ho mai avuto problemi con il mio corpo.

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 

Purtroppo in Italia siamo ancora lontani dall’ essere una nazione evoluta e poco bigotta.

Sam Valenti

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