Danjilo, musicista e modello per un giorno
“Ma ora la provocazione sarebbero jeans e maglietta”

Abbiamo intervistato il musicista Danjlo, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso artistico di musicista?

È un percorso trasversale ai pensieri, una scusa che mi sono inventato per dare vita alle storie che volevo raccontare. La musica è solo uno dei miei mezzi preferiti per dire quello che penso.

Sei fortemente radicato al territorio, Napoli? A che punto è la situazione in città dal punto di vista culturale? Essere napoletani é una marcia in più per questo mestiere?

È da sempre una marcia in più. Le ombre del popolo napoletano vengono -giustamente- raccontate dal punto di vista che più fa soffrire l’umanità, ma la mentalità camorristica è un atteggiamento, uno stile di vita che fiorisce e si espande anche nell’arte. Non devi per forza diventare un criminale per essere un camorrista, basta frequentare i giusti ambienti artistici e comincerai a sviluppare il tipico carattere marcio che ammazza l’arte.

C’è qualcosa del tuo percorso artistico che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?

Gioco solo con il futuro, mai con il passato. “Chello che è stato è stato”, se non fosse accaduto, oggi sarei un po’ meno io.

 La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?

Il mio corpo è finito in un contenitore che le persone scelgono di vedere o meno. Questo è okay. Il contrario mi da fastidio. Se nessuno ha richiesto di vedere il mio corpo, che motivo ho di farglielo vedere?

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 

Il nudo è stato di sicuro, negli anni prima che nascessi io, una provocazione. La cosa più provocatoria che io possa fare oggi, è essere un artista con una bella maglietta e un paio di jeans.

Sam Valenti

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