Vincenzo Di Donna nudo tra le vittime di Dio
“Il corpo è un veicolo di messaggi importanti”

 

Abbiamo intervistato Vincenzo Di Donna, in arte Vincio, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?

Vincenzo Di Donna, in arte Vincio, ha 25 anni ed è un ragazzo solare, empatico e socievole ma anche molto determinato, diligente e preciso.

È proprio grazie alla mia determinazione che riesco a raggiungere molti obiettivi che mi prefisso, senza lasciarmi abbattere dagli ostacoli o dalle distrazioni. Credo che parta tutto dalla testa, volete è potere, questo è il mio motto!
Io nasco come ballerino; studiando ad oggi sono insegnate e coreografo di Afro-HipHop e Heels, due discipline ad oggi molto ricercate per la realizzazione di videoclip e per i ballerini di concerti.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

Partiamo dal presupposto che è un diritto esprimere la propria opinione, c’è proprio l’articolo 21 che cita questo punto. Credo che in Italia (parlo dell’Italia perché è l’unico paese in cui vivo e quotidianamente noto molte situazioni) il problema fondamentale sia il non  “sentirsi” liberi di potersi esprimere a pieno perché c’è la “società” (quindi un gruppo di persone) che è pronta ad assalirti, puntando il dito, facendoti sentire strano ed estraneo solo perché TU sei diverso. Quindi a volte una persona evita di esprimersi a pieno per paura del giudizio, per paura di essere isolato e tende quindi ad uniformarsi al “GRUPPO”.
Io personalmente non amo seguire il gregge, se ho una mia idea la porto avanti nonostante tutto e tutti, amo esprimermi ed esprimere ciò che sono, in tutti gli ambienti; Abbiamo questo diritto e val la pena sfruttarlo, questo è il mio consiglio !
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Oggi in Italia il Vaticano ha sempre un importante peso sulla scelta politica del nostro Paese. Purtroppo su alcuni aspetti non riesco proprio a condividere le scelte politiche assunte sotto l’influenza del Vaticano, una di queste è la concezione del MATRIMONIO tra coppie dello stesso sesso; in quanto vediamo che verrà  concessa solo ed unicamente l’unione civile a queste coppie.
Ma in fin dei conti, il problema non è nemmeno questo. Il reale problema nasce nel momento in cui l’articolo 6 dice: l’adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio. Che significa ?
Tu stato, mi dici che noi cittadini siamo tutti uguali e quindi abbiamo gli stessi diritti. A me, coppia dello stesso sesso, non neghi (direttamente) di adottare, ma allo stesso tempo mi fai unire solo civilmente, in quanto il matrimonio non è consentito, dunque io non essendo unito da matrimonio ma solo da unione civile (perché tu  stato me lo “neghi”) non potrò mai adottare. In questo modo io NON ho lo stesso diritto di tutti gli altri cittadini, delle altre coppie.
Quindi credo che alcune situazioni debbano essere rivisitate dividendo realmente lo stato della chiesa con lo stato dell’Italia, anche se il Vaticano come sede è nel Paese.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
Sono un ex obeso; parto da un peso di 115kg, nell’arco di 1 anno ho perso 35kg grazie ad una dieta ma soprattutto alla mia determinazione e la mia forza di volontà. Ho deciso di perdere peso non perché non mi piacevo, anzi, ma per via della mia professione, per essere più agile e rapito nei movimenti.
Gli scatti li ho fatti quando avevo perso tutti quei kili e stavo riprendendo confidenza con il mio corpo dopo il dimagrimento. Mi sono sentito a mio agio durante gli scatti, si parla di Arte e fortunatamente riesco a distinguere le due cose.
Portare sul mio corpo uno dei qui nomi ha un peso ed un importanza incredibile; sul mio corpo c’era inciso il nome di: Bartolomeo Di Balsamo.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Il nudismo è una forma di espressione d’arte che riesce secondo me a far arrivare il reale messaggio a chi ti sta guardando. Lo scatto di una foto,  la realizzazione di una pellicola oppure  di  uno spettacolo teatrale hanno tutte le capacità  di trasmettere la vera essenza del contenuto.
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Come esperienza mi è piaciuta. Sono aperto ad esplorare; non mi precludo nulla. Qualora dovesse capitarmi qualche altra proposta, la valuterò tranquillamente.
Sam Valenti
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