Abbiamo intervistato Mario Artiaco, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Ho scelto di andare nei posti dove quasi nessuno vuole. Ho scelto di farlo quando resta silenzio e solitudine, nel momento in cui inizia il dolore vero. Di ciò che ho visto, di chi ho incontrato, delle storie ascoltate, ho scelto di scriverne utilizzando il metodo della auto pubblicazione. Scrivo per amore della verità, sono riuscito, fino a ora, a non scendere a compromessi e a sottostare alle logiche commerciali di ciò che resta della presunta editoria istituzionale. Sono un accompagnatore di anime che non si vende, non fosse altro che, la verità, rende liberi.
Attraverso i corridoi delle carceri, delle comunità, delle REMS, degli ospedali e incontro chi è recluso, chi è internato, chi ha scelto di andare a ricoverarsi per guarire da dipendenze dell’anima e del corpo. Cammino come ultimo con gli ultimi, sempre un passo indietro, sempre un gradino al di sotto perché, chiunque abbracci ed è sofferente, ha sempre qualcosa da insegnarmi e mi offre l’opportunità di evolvermi e di uscire da questo piano temporale meglio di come ci sia arrivato.
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Il napoletano ha uno spirito e un cuore a parte, ho cercato tanto i vicoli e le strade sconosciute provando a scalfire il pregiudizio secondo il quale, certi quartieri, siano la parte brutta e malfamata di Partenope e ho verificato con la mia esperienza, senza mai generalizzare, che la Sanità, Barra, la 167 con le sue “vele”, Caivano, sono luoghi pieni di ricchezza e bellezza al contrario dei posti della “Napoli bene”. La differenza la fa le genuinità della gente e le maschere che taluni indossano e che nemmeno più sanno chi sono, intrisi della loro squallida ipocrisia.
Respirare l’odore del mare, lo folate di zolfo provenienti da Pozzuoli, sentirmi addosso l’umidità dell’erba del Maradona, che mette i brividi solo a pensare cosa fu quando proprio Lui scelse Napoli per realizzare parte della sua missione dell’anima, mi hanno reso un uomo migliore, maggiormente consapevole e in grado di comunicare meglio.

C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Ho rimpianti e rimorsi legati a cose che non ho detto, a persone che non ho rivisto ma anche quello è parte integrante del mio percorso evolutivo, il tempo non è mai sprecato, tutto serve. Potrei banalmente e superficialmente dire che i miei diciotto anni in banca sono stati inutili e invece li sento fondamentali. Quel mondo mi ha dato tanto e altrettanto ho restituito ma, soprattutto, quelle circostanze e quegli incontri mi hanno inequivocabilmente spiegato cosa non volessi continuare a fare e chi non desiderassi continuare a essere. Non potevo e dovevo continuare a tradire me stesso disattendendo la mia missione dell’anima.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Ho posato nudo e lo rifarei, non ho avuto nessun imbarazzo. Antonio Mocciola, colui che partorì la strepitosa idea del libro, me lo ha proposto e non ho avuto dubbi. Era proprio il periodo in cui c’era attesa e fermento per una legge che restituisse uguaglianza a una fetta cospicua della nostra popolazione rispetto a tutti gli altri, nonché dignità a uno Stato presuntamente civile, che si è sempre pavoneggiato di tutelare i diritti di tutti. Al Senato fu finalmente approvato uno stralcio di ciò che fu proposto e che ha segnato finalmente l’inizio del cambiamento.
Proprio in quei mesi era uscito il mio primo romanzo, primo testo della storia presentato al Salone del libro di Torino in autopubblicazione, un intenso romanzo sull’amicizia, l’amore, il pregiudizio e l’omofobia. Un libro che ha rivissuto in 257 incontri in giro per l’Italia, anche a Roma, all’auditorium della musica di Roma, assieme proprio ad Antonio Mocciola e alla senatrice Monica Cirinnà. Un giorno che non dimenticherò mai più, che custodirò tra i ricordi più belli del mio viaggio chiamato vita.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Penso proprio di si e penso sia solo uno dei tanti problemi seri, sicuramente non il primo in ordine di gravità, almeno per ciò che è afferente i diritti nel nostro paese. Siamo culturalmente assediati e succubi del potere più antico del mondo, quello dello Stato Vaticano. Basti pensare in altre nazioni a noi limitrofe, come queste e altre privazioni, mentali e pratiche, non esistano.
Sam Valenti

