Marco Cacciapuoti nudo per “Le vittime di Dio”
“ll nudo artistico dal vivo é la forma più naturale”

 

Abbiamo intervistato Marco Cacciapuoti, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?

Carissimi lettori mi presento: mi chiamo Marco Cacciapuoti. Sono nato a Napoli, a Pianura precisamente, Campi Flegrei. E sono partito per Roma all’età di sedici per fare casting mentre mi impegnavo tra gli studi e l’atletica leggera che ho svolto a livello agonistico. Ho capito che dovevo fare di più e mi sono iscritto a corsi teatrali svolgendo diversi ruoli in diversi spettacoli. In pentola bolle uno spettacolo che ho scritto dal titolo “THE GIRLS IN THE BAND” ispirandomi liberamente dal testo ORIGINALE di Mart Crowley “THE BOYS IN THE BAND”.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

Non mi addentro in questioni politiche, è pur vero che c’é poca diffusione giornalistica, anche sui social network c’é ancora molto da lavorare per aumentare la percentuale di interesse per questioni di indipendenza letteraria e diffusione libera del pensiero attraverso molteplici strade.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Il Vaticano ha il peso che gli dà la gente, da secoli è così. E lo stesso vale per lo Stato. Certo è che in Europa il Vaticano è da sempre relativamente importante. E penso che il Vaticano possa dare ancora e farlo meglio di come lo ha sempre svolto.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?

Ho uno splendido rapporto col mio corpo nudo, sono molto a mio agio quando sono su un set oppure a mare col costume. Non fa nessuna differenza per me.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Sono molto felice di venire a conoscenza la vostra associazione deputata a proteggere ed esserne protagonista nel farlo, il naturismo. Del nudo artistico penso, che sia naturale. E la forma più fruibile è sempre stata nei secoli quella di vederla dal vivo. Il cellulare ha rovinato parecchie cose. Ne ha svelate di altre. Grazie per avermi pensato di fare questo intervento. E colgo l’occasione per salutare la vostra redazione.

Sam Valenti

 

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