Il quattro novembre si apre il sipario sulla nuova stagione del Teatro San Ferdinando, sala che il direttore Luca De Fusco quest’anno ha deciso di trasformare nella casa della lingua napoletana. Il fil rouge delle messinscene che si avvicenderanno sarà proprio il nostro dialetto, vi si potrà incontrare non solo l’impareggiabile linguaggio eduardiano ma anche una lingua partenopea contemporanea come quella di Valeria Parrella o di Ruggero Cappuccio, cui è stato assegnato l’arduo compito del debutto stagionale.

Ruggero Cappuccio durante la conferenza stampa, tenutasi stamane nel foyer del Teatro Mercadante, ha raccontato tanto di sé e di Spaccanapoli Times, lo spettacolo che lo vedrà protagonista nel triplice ruolo di attore, autore e regista.

“La vita come la vogliono gli altri ci affatica” questo il motto dei quattro fratelli Acquaviva – protagonisti della pièce – uomini e donne disadattati, incapaci di vivere il e nel nostro vorticoso presente. Esiliati dalla società e dalla città vivono tra i binari della stazione di Napoli, pur possedendo un appartamento in pieno centro storico. L’autoesilio scelto dai fratelli Acquaviva denuncia solitudine e trasmette tristezza. Ciononostante ci aspettiamo di vedere dei visionari guidati dall’illogicità e dall’irrazionalità ma che allo stesso tempo sono dei sognatori divertenti e appagati. Il dialetto partenopeo – che ci aspettiamo palpabile, carnale, immediato – unito a incursioni siciliane, sarà il valore aggiunto di quest’opera inedita che ci dirà qualcosa in più sul rapporto che l’autore ha con Napoli, rapporto che egli stesso non ha tardato a definire di “energia esoterica”.

Non ci resta che andare a teatro e farci contagiare dalla visionarietà degli Acquaviva e dall’acuta malinconia della nostra lingua.

 

Mariarosaria Mazzone