Abbiamo intervistato Sara Salzano, ricordando i bellissimi scatti a cura di Carlo Porrini per la mostra fotografica “Le vittime di Dio”. E’ un’occasione anche per conoscere le sue opinioni in merito ai nudi artistici e alla situazione della libertà espressiva in Italia.
Come ti presenteresi ai nostri lettori che non ti conoscessero?
Nonostante io sia figlia di un artista non mi occupo di arte ma di Naturopatia e Medicina olistica, ho praticato attivismo per anni nei Beni Comune di Napoli e ho il piacere di conoscere Antonio Mocciola da quando facevamo entrambi il praticantato da pubblicisti presso un giornale campano nei primi anni 2000.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
La libertà di opinione in Italia è come la libertà di opinione sui social: si può dire e scrivere qualsiasi cosa…a meno che non sia veramente qualcosa di intelligente, scomodo e difficile da diffamare con la solita macchina del fango. In quel caso interviene la censura usando il pretesto del “politically correct”.
L’unico modo per non essere censurato è una grande dose d’ironia, solo così nel mainstreaming italiano si riesce ad esprimere liberamente un pensiero.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Nella politica italiana il messaggio del Papa sulle questioni riguardanti l’accoglienza dei migranti, il disarmo o l’ecologia non è minimamente ascoltato, mi sembra evidente. In Italia si da ancora molto credito all’area più conservatrice delle alte sfere cattoliche, quelle che plasmano la mentalità di una destra sempre più diffusa, ad oggi al governo, e che si dichiara ormai pubblicamente come omofoba e razzista.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nuda. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo?
Il corpo è un’ arma potente e un alleato se sappiamo ascoltarlo e mostrarlo nel modo giusto. Personalmente non ero in imbarazzo ma non avevo nemmeno l’esigenza di sfoggiare nulla di personale. In quel momento ero semplicemente Margherita Porete, una mistica, una scrittrice, una perseguitata e una donna condannata al rogo per le sue pubblicazioni.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Come già detto il corpo è un’ arma potente ma bisogna saperlo usare; quando Oliviero Toscani espose su cartelloni giganti il nudo di Isabella Caro lanciò una bomba nel mondo della cultura e nel dibattito sociale dell’ epoca, mettendo seriamente in crisi l’industria della moda.
Ecco. Il Nudo oggi ha senso se è questo: non piacevole, non perfetto, non accomodante.
Sam Valenti

