Abbiamo intervistato l’attrice Francesca Davide, ricordando i bellissimi scatti a cura di Carlo Porrini per la mostra fotografica “Le vittime di Dio” (foto di Carlo Porrini). E’ un’occasione anche per conoscere le sue opinioni in merito ai nudi artistici e alla situazione della libertà espressiva in Italia.
Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero? Che spettacoli stai allestendo in questo periodo?
Ciao sono Francesca, difficile raccontarsi, sono una donna da molteplici sfaccettature. Ho 32 anni, napoletana e coltivo molti interessi. Attualmente sto lavorando ad un progetto web che poi porterà a dei nuovi progetti teatrali alcuni di questi sono in fase di scrittura.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
La libertà d’espressione va sempre rispettata come recita l’articolo 11 della costituzione italiana.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Credo che il Vaticano non abbia più il peso di un tempo.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nuda. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo?
Inizialmente ero molto imbarazzata: siamo noi stessi che giudichiamo il nostro corpo e siamo molto severi nell’emettere giudizi. Sul set mi sono sentita a mio agio: in quel momento non c’ero io ma la bellezza di un corpo, inoltre devo dare merito ai fotografi e all’operatore video i quali riprendevano un corpo e non la persona senza giudici o pregiudizi.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico e’ il bello! Può essere fruibile e potente sempre, importante che non rasenti la volgarità.
Sam Valenti

