Abbiamo intervistato Renato Feltrin, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Sono vent’anni che faccio l’avvocato….il tempo vola….
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Napoletano o meno……sono un uomo con pregi e difetti.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Non saprei.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Nessun imbarazzo. Esperienza normale fatta con il cuore. Per il mio amico Antonio….Per quanto concerne il mio corpo….sicuramente meglio con 15/20 Kg in meno.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Siamo una nazione molto ipocrita. Nudo maschile o femminile non importa. Se fatto con sensualità e nessuna volgarità va bene.
Sam Valenti

