Abbiamo intervistato l’attrice Cinzia Mirabella, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso la “modella per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale di attrice?
I miei esordi sono riconducibili agli inizi degli anni ’80, con registi napoletani, che erano stati tutti attori della Compagnia di Eduardo e hanno avuto il pregio di farmi conoscere autori come: Majakovskij, Mrozek, Brecht, Beckett ed altri; poi sono approdata alla volta di Roma e ho seguito un corso di 2 anni con Dominique De Fazio, membro dell’Actor’s Studio di New York. Ho iniziato a formarmi con alcuni registi di ricerca, tra cui Italo Spinelli, che in seguito è diventato un regista cinematografico di nicchia. Fino ad arrivare all’incontro con Leo (Leo de Berardinis) che é stato un faro nella notte, nel mio percorso di attrice. Così come Richard Cyslak, attore di Grotowsky. In seguito la conoscenza di Lorenza Codignola, regista di punta del Teatro Comunale di Bologna, mi ha portato al teatro di prosa e lì ho iniziato a lavorare con attori come: Quinto Parmigiani, Orso Maria Guerrini, Mario Maranzana, Ivano Marescotti, Cocky Ponzoni e altri; L’incontro con Enrico Lamanna (che é anche uno dei miei più cari amici), mi ha portato a confrontarmi con testi di grande spessore come “Amiche” di Luca De Bei; Allegretto per bene ma non troppo di Ugo Chiti; Se cantar mi fai d’amore.. di Annibale Ruccello; Assunta Spina di S. Di Giacomo, Omicidio a mezzanotte di Roy Pacie. Ma il mio percorso più duraturo é stato quello di attrice monologante.
Quanto ha inciso nella tua formazione l’essere napoletana?
Napoli é nutrimento per la tua anima, ma il suo canto può farti annegare. Ecco Napoli mi ha dato una scorza dura, niente mi può più abbattere. Infatti é qui che ho intrapreso il mio percorso di attrice monologante, pur sapendo che se fossi andata a Roma la mia carriera avrebbe avuto una virata notevole, ma le continue sfide che vivi in questa città rafforzano sempre di più quel sogno di ragazza che ancor non mi abbandona. Il pericolo é che a volte Napoli non ama i suoi figli e li fa soffrire, forse sono rimasta per ricevere quella carezza che mi é sempre mancata.
C’è qualcosa del tuo lungo e prestigioso percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Non rinuncerei a fare L’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’amico come ho fatto, peccando di presunzione per una falsa convinzione giovanile. E quello che secondo me é stato poco compreso é che avevo bisogno di qualche regista che credeva in me, dirigendomi in qualche testo inedito della letteratura teatrale contemporanea.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nuda per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Io personalmente non ho un bel rapporto con la mia nudità, perché purtroppo sono un’esteta e non ho fatto ancora pace con le mie imperfezioni, ma se il mio corpo mi piacesse, sarei sempre nuda. Pertanto non ci trovo assolutamente niente di male al naturismo. Anche se quello che ho appena asserito cozza col concetto di naturismo, perché purtroppo non sono completamente libera col mio corpo. Ho molto creduto nel Progetto Addosso ideato da Antonio Mocciola, é stato un progetto potente, che aveva un significato profondo che faceva davvero riflettere. Ho partecipato con molto ardore e non ho provato alcun imbarazzo nel farlo, anche se il mio, non é stato un nudo integrale, ma credo di aver comunque dato il mio contributo alla causa.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo?
Purtroppo L’Italia é e sarà sempre bigotta, per via della Chiesa, ma l’America non é da meno… é notizia di queste ore che la compagna del rapper americano Kanye West, Bianca Censori, si é presentata alla serata dei Grammy con una garza color carne tipo nude-look, che metteva in mostra tutte le sue nudità e i tabloid hanno riportato le immagini con la censura sulle zone intime. Questo significa che ancora nel 2025 c’é chi si scandalizza. Bisognerebbe capire la motivazione della Censori, perché il rischio di farlo solo per mero esibizionismo é dietro l’angolo, quando invece si dovrebbe sempre rispettare ogni persona nella sua dimensione spirituale corporea. Il pudore non si può fondare sul disprezzo del corpo ma sul suo valore.
Sam Valenti

