Abbiamo intervistato Andrea Del Gaudio, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Ho avuto la piccola fortuna di aver avuto un percorso professionale abbastanza variegato, che mi ha permesso di crescere anche a livello personale (sono stato un ragazzo molto timido) e mi ha spinto all’interazione con persone di ogni tipo. Attualmente sono docente, che trovo sia uno dei lavori che in assoluto arricchiscono di più a livello personale.
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Non sono molto creativo; in realtà penso che il mio essere napoletano abbia inciso, e molto, sulla capacità di sdrammatizzare e su quella di trovare soluzioni alle quali altre persone, dalla mentalità più rigida, non penserebbero. Alcuni amici del Nord dicono che noi napoletani siamo “smart”.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Ho lavorato, in passato, in un ambiente tossico e infido. Ecco, a quel periodo lì non tornerei per nessun motivo. Sempre nello stesso ambiente è stata poco compresa la mia iniziale disponibilità, scambiata per paraculaggine.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Nessun tipo di imbarazzo, ero a mio agio e tra persone amiche. Ricordo bene quel periodo, e posso dire di aver avuto la fortuna di aver conosciuto di persona la senatrice Cirinnà alla quale, nonostante la legge che porta il suo nome sia per certi versi monca, dobbiamo comunque qualcosa.
In generale ho un buon rapporto con il mio corpo, non è perfetto, ho la fisionomia di un barilotto, ma ci convivo più che bene!
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Nel lontano 1992 feci, con un paio di amici, il giro d’Europa in InterRail, che per i ragazzi dell’epoca era una sorta di rito iniziatico. In particolare in Germania, a Berlino e a Monaco di Baviera, mi colpì il fatto che intere famiglie prendessero il sole nei parchi completamente nude e senza alcun tabù. Ecco, a distanza di 33 anni, in Italia non ho ancora visto nulla del genere. Quindi direi che sì, il problema lo abbiamo eccome! Per non parlare dei retaggi patriarcali che ancora ci trasciniamo, per cui un nudo femminile è considerato più accettabile di uno maschile. Ma in generale noi italiani abbiamo ancora un atteggiamento bigotto “di facciata” nei confronti del nostro corpo, per non parlare dei temi legati alla sessualità per i quali riscontro un vuoto inquietante, soprattutto per quanto riguarda gli adolescenti, lasciati nell’ignoranza più assoluta. Su questo siamo tanto, ma tanto, indietro.
Sam Valenti

