Nico Ciliberti, modello per un giorno
“Ma il nudo maschile é ancora un tabù”

Abbiamo intervistato l’attore Nico Ciliberti, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso artistico di attore?

Il mio percorso teatrale a Napoli nasce nel 1997 quando partecipo a spettacoli per la regia di Vittorio Lucariello, storico proprietario di Spazio Libero.
Ho collaborato e partecipato a spettacoli per la regia di Pierpaolo Sepe e Sara Sole Notarbartolo.
Da più di 20 anni collaboro con Il Pozzo e Pendolo di Napoli con messe in scena di teatro letteratura.
C’è qualcosa del tuo percorso artistico che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Il rammarico se ce n’è uno è quello di non aver voluto e potuto fare questo lavoro a tempo pieno, faccio altro lavoro per vivere.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Durante la collaborazione con Antonio Mocciola sono sempre stato a mio agio, sia per la premura e professionalità dei fotografi sia per la grande accoglienza di Antonio.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 
Si, credo che ancora oggi ci sia in Italia un grosso problema con il nudo maschile in tutti gli ambiti artistici e di conseguenza anche nella vita comune.
Sam Valenti
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