Michele Pedruzzi nudo per “Le vittime di Dio”
“Col mio corpo provo un po’ amore, e un po’ odio”

 

Abbiamo intervistato Michele Pedruzzi, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?
Ciao a tutti sono Michele, ho 32 anni e sono uno studente lavoratore. Amo la cucina, la pallavolo, i viaggi e l’arte in tutte le sue forme. Credo che nel 2025 valori come la fedeltà, il rispetto e l’amore per sè stessi e per gli altri siano ancora la cosa più importante. Non amo le forzature da nessun punto di vista ed apprezzo la spontaneità e la naturalezza. Con gli anni ho imparato che non è tutto bianco o nero ma bisogna essere in grado di cogliere le varie sfaccettature della vita , anche nei momenti più difficili. A volte essere impopolari e fuori dal coro crea dolorosi attriti, solitudine ed amarezza ma sul lungo termine essere autentici permette di fare le scelte migliori e circondarsi delle persone giuste.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

Credo che in Italia non ci sia un vero problema di libertà d’espressione negata piuttosto penso che sia molto diffusa la cultura del conformismo, del provincialismo e della polarizzazione molto forzata. C’è a mio avviso una malsana tendenza a doversi per forza schierare in tutto e per tutto ad una certa corrente di pensiero (non solo politica) limitando così la VERA espressione dell’individuo. Tutti noi siamo abituati a sentire frasi come “ma mia madre cosa penserà?” “e se i miei vicini mi vedono?” “vorrei ma ho paura di non essere capito”.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Credo che nel 2025 il Vaticano (o meglio la cultura tradizionalista e provinciale) influenzi ancora nelle piccole e grandi scelte la vita di molte persone. Una delle casistiche che vedo tutti i giorni sono ad esempio la scelta di alcune giovani coppie di voler battezzare i propri figli , non tanto per una fervente fede cattolica, quanto per non deludere i desideri e le aspettative di genitori e nonni. Su altri temi come il fine vita ed il testamento biologico è oltraggioso come ancora molte associazioni di stampo cattolico (es. Provita) limitino la possibilità ad individui che stanno passando momenti tragici di poter scegliere liberamente per la propria vita e per il proprio corpo.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?

Per me questa è stata la prima esperienza come modello. Nonostante l’imbarazzo iniziale sono riuscito a sentirmi sempre più a mio agio anche grazie al clima sereno che si era instaurato con il fotografo Antonio. Ho un rapporto un pò di amore e odio con il mio corpo, so di non essere in perfetta forma e che potrei avere uno stile di vita più salutare però l’esperienza mi ha portato a vivere questo sentimento ambivalente con maggiore serenità.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Credo che il nudo artistico sia una delle tante forme d’espressione artistica e come tale va incentivata, diffusa e rispettata. Credo che trovi la sua massima espressione nella fotografia, nella pittura e nella scultura.

Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?

Non lo escludo, se ci fossero iniziative simili, con messaggi e contenuti così importanti e profondi, potrei ripetere l’esperienza.

Sam Valenti

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