Ivo Arbore, icona de “Le vittime di Dio”
“Ho messo a nudo le mie insicurezze”

 

Abbiamo intervistato Ivo Arbore, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. Le circostanze singolari, rispetto alle altre decine di modelli, sono due: a effettuare lo scatto é stata la compagna di Ivo, la fotografa Chiara Putini, e inoltre le foto scelte per la mostra sono state ben due: una ritrae Ivo in un’emozionante nudo frontale con tanto di croce sulle spalle,  l’altra, faccia al muro, è stata scelta come locandina ufficiale della presentazione romana. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero? 

Come mi presenterei, una persona curiosa che con cinica ironia, non lascia niente al caso.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

È un argomento molto delicato , non è facile per nessuno , in una società che condanna ,o peggio ancora per rimanere in tema ,brucia con le parole e non solo, la libertà di espressione ,nel nome di un Dio che non conoscono.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Non ha mai smesso, penso che non smetterà mai, ha un’influenza troppo importante in una parte della politica italiana, soprattutto in questo periodo storico.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nuda. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo?

Sicuramente è venuto fuori un po’ di narcisismo, in questi casi non può non venire fuori ,il fatto di stare nudo davanti ad altre persone non mi dà troppo fastidio, ho affrontato a nudo le mie insicurezze, essendo molto timido ho usato la nudità in pubblico, per alleggerirle, deridendole, ridicolizzandole, infine accettandole. Usando il mio corpo ho imparato che è meglio essere che apparire.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Bello!!! in tutte le sue sfumature, la forma di espressione che preferisco , la fotografia, ha la magia di immortalare l’azione di una frazione di secondo.

Hai posato davanti all’obiettivo della tua compagna, Chiara Putini. Sarebbe stato più o meno imbarazzante per te con un fotografo o fotografa sconosciuta?

No, come già ho detto nella domanda precedente ho fatto un percorso dove mi sono spogliato più volte, non ci sarebbe stata differenza.

Antonio Mocciola ha scelto la tua immagine (un bellissimo nudo di schiena con la testa “decapitata”) per rappresentare l’intero allestimento, in una data romana della mostra. Che sensazione ti ha dato l’idea?

Non può che farmi piacere, primo, l’idea della foto è nata tra la collaborazione di Chiara e Antonio, secondo, non meno importante , sfamare il proprio ego non fa male!

Sam Valenti

 

Share the Post:

Leggi anche