Matteo Monopoli, ventenne napoletano, sarà tra i protagonisti di “Sott’acqua”, un cortometraggio di Antonio Mocciola con la regia di Luca Petrucci che si girerà il prossimo mese di settembre. Abbiamo intervistato il giovanissimo attore, al suo esordio sul grande schermo come protagonista.
“Sott’acqua” affronta vari temi, tra cui il bullismo, i rapporti con il proprio corpo, la paternità e la maternità, la disabilità, l’omosessualità, il machismo tossico, la corruzione ma anche la solidarietà, l’empatia, il riscatto sociale. Che tipo di infanzia e adolescenza hai avuto?
Sott’acqua affronta dei temi che nelle vite degli adolescenti sono molto diffusi, soprattutto se si ha dietro un infanzia difficile che comporta problemi, anche psicologici, nei ragazzi. Io sono stato molto fortunato, perché da fin quando ero piccolo ho avuto una famiglia dietro che mi ha sempre seguito, e ora la mia adolescenza la sto vivendo con serenità e obbiettivi da raggiungere.
Come ti sei approcciato al mondo dello spettacolo?
In questo mondo ho iniziato facendo piccoli provini per delle comparse per qualche film. Poi ho conosciuto Antonio, tramite un mio collega, che mi ha iniziato a darmi ruoli un po’ più importanti, come per esempio Sott’acqua.

Con quali sensazioni ti avvicini al ciak del 9 settembre?
Per il 9 settembre sono pronto, carico è felicissimo di fare queste riprese. Tengo molto a questo progetto che stiamo portando avanti, e sono sicuro che andrà tutto alla grande.
Ci racconti il tuo ruolo all’interno di “Sott’acqua”? Quanto c’è di Gigi in Matteo?
Il mio personaggio, Gigi, è un ragazzo che fin da piccolo ha avuto problemi familiari. È un ruolo molto forte, anche per le emozioni che si porta dentro. In Matteo, di Gigi, c’è una forte ambizione di ottenere le cose, avere voglia di riscatto quando si commettono degli errori e di ricominciare tutto da capo.
Nel film, per la versione festival, ci sono forti scene di nudo integrale. Come ti prepari a questo tipo di lavoro e che rapporto hai col suo corpo?
Si, io interpreterò scene di nudo che poi vedrete. Ho un buon rapporto con il mio fisico, mai avuto problemi. Ovviamente è molto importante prepararsi bene anche psicologicamente, come sto facendo, perché sono scene forti in cui bisogna avere anche del feeling con la persona con cui si condividono queste scene.
Antonio Mocciola ha deciso di affidarti anche un ruolo in un altro cortometraggio, “Crepa”. Senti la responsabilità di questa sfida?
Crepa è un cortometraggio molto delicato che si affaccia in varie problematiche dell adolescente. Anche in questo caso la famiglia del mio personaggio non è molto presente, e vive delle scene umilianti e si vergogna di quello che è la sua persona.
Ho una grande responsabilità perché sono il protagonista di questo cortometraggio molto toccante, e sono felice di esserlo.
Che progetti hai per la prossima stagione artistica e qual è stato fin ora il tuo percorso in questo campo?
In futuro non so cosa mi aspetta, io sono pronto per qualsiasi proposta che poi valuterò. Io intanto mi concentro sui miei incarichi del momento.
Io ho iniziato facendo dei provini per delle comparse. Ora sono passato ad entrare un po’ di più nei film da quando ho conosciuto Antonio, e posso solo ringraziarlo di avermi dato queste opportunità.