Emanuele Del Mauro, Claudio in “Sott’acqua”
“La mia storia s’intreccia con la sua”

 

Emanuele Del Mauro, trentunenne napoletano, sarà tra i protagonisti di “Sott’acqua”, un cortometraggio di Antonio Mocciola con la regia di Luca Petrucci che si girerà il prossimo mese di settembre. Abbiamo intervistato il giovane attore, al suo esordio sul grande schermo come protagonista.

“Sott’acqua” affronta vari temi, tra cui il bullismo, i rapporti con il proprio corpo, la paternità e la maternità, la disabilità, l’omosessualità, il machismo tossico, la corruzione ma anche la solidarietà, l’empatia, il riscatto sociale. Che tipo di infanzia e adolescenza hai avuto?

Ho avuto un’infanzia normale: i miei genitori mi sono sempre stati di sostegno, e a parte i frequenti controlli medici a cui sono stato sottoposto negli anni, non ho avuto molti problemi. In adolescenza mi è capitato di essere preso in giro qualche volta, ma non si sono mai verificati episodi gravi di bullismo nei miei confronti.

Come ti sei approcciato al mondo dello spettacolo?
Il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato. A parte alcune rappresentazioni in chiesa, questo cortometraggio è la mia prima vera esperienza in questo ambito e spero che possano esserci altre opportunità come questa.

Con quali sensazioni ti avvicina al ciak del 9 settembre?

Sono molto emozionato e, a dire la verità, anche un po’ in ansia. Tuttavia, spero di riuscire a dare il mio contributo alla riuscita di questo progetto.

Ci racconti il tuo ruolo all’interno di “Sott’acqua”? Quanto c’è di Claudio in Emanuele?

Il mio ruolo in “Sott’acqua” mi rispecchia abbastanza, anche se non saprei quantificare quanto ci sia di me in Claudio. Alcune situazioni che lui affronta le ho vissute sulla mia pelle, quindi, oltre alle difficoltà fisiche, ci sono altri punti in comune.

Nel film ci sono per te forti scene di nudo integrale. Come ti prepari a questo tipo di lavoro e che rapporto hai col tuo corpo?

Definirei il mio rapporto con il corpo come normale. Ho alcune incertezze dovute al mio handicap, che un po’ si nota, ma ho meno timore a espormi. Ad esempio, ho posato per la mostra di Antonio Mocciola “Le vittime di Dio”, quindi direi che mi sento abbastanza a mio agio con me stesso.

Che progetti hai per la prossima stagione artistica e qual è stato fin ora il tuo percorso in questo campo?

Non ho progetti già definiti, ma ho intenzione di continuare a studiare canto, come ho fatto quest’anno e magari  seguire anche un corso di doppiaggio. Se si dovesse presentare la possibilità di partecipare a progetti come “Sott’acqua”, sarei felice di accettare la sfida.

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