Giammarco Simeone, icona del film “Sott’acqua”
“Io nudo alla meta, contro ogni bullismo”

“Sott’acqua” affronta vari temi, tra cui il bullismo, i rapporti con il proprio corpo, la paternità e la maternità, la disabilità, l’omosessualità, il machismo tossico, la corruzione ma anche la solidarietà, l’empatia, il riscatto sociale. Che tipo di infanzia e adolescenza hai avuto?

Fortunatamente la mia vita è stata contrassegnata dagli insegnamenti dei miei genitori. Il rispetto e l’educazione prima di tutto. Quando ero piccolo mi è capitato di essere un pò escluso, soprattutto a scuola e questo mi faceva sentire spesso come se ci fosse qualcosa in me che non andasse. Crescendo ho capito che chi usa queste “tattiche” come il bullismo o il razzismo, sono persone che in primis hanno bisogno di aiuto.

Come ti sei approcciato al mondo dello spettacolo?

Mi sono approcciato al mondo dello spettacolo frequentando un corso di teatro dove ho conosciuto Antonio.

Con quali sensazioni ti avvicini al ciak del 9 settembre?

Mi avvicino al 9 settembre con sensazioni molto positive, colleghi preparati e volenterosi ma soprattutto con la sensazione che il prodotto andrà meglio del previsto. L’empatia necessaria si è creata subito con tutti, si percepisce la passione e il pensiero unico verso l’obiettivo finale.

Antonio Mocciola ha scelto te come immagine dell’intero lavoro. Che tipo di sensazione ti fa adesso e secondo te ti farà in seguito immaginando la grande visibilità personale che ne deriverà?

Per prima cosa, voglio dire di essere molto onorato di lavorare con Antonio, il nostro incontro è stato puramente causale, letteralmente. Non saprei dire come mi sento adesso ma di sicuro il solo pensiero di un’eventuale visibilità non può che essere motivo di orgoglio e soprattutto un piccolo trampolino di lancio verso il mio sogno.
Ci racconti il tuo ruolo all’interno di “Sott’acqua”? Quanto c’è di Ilario in Giammarco?
Sarà una bella sfida vestire i panni di Ilario, essendo molto diverso dalla mia persona. L’opera accompagna la crescita e, in un certo senso, la “vittoria” del personaggio, tutti obiettivi raggiunti in un modo, ripeto, molto lontano da me…
Nel film ci sono per te forti scene di nudo integrale. Come ti prepara a questo tipo di lavoro e che rapporto hai col suo corpo?
Mi preparo a questo tipo di lavoro in piena armonia e di questo devo ringraziare, ancora una volta, Antonio. Sin dal primo momento è riuscito a farmi sentire a casa, mi sono sentito a mio agio fin da subito e, essendo per me la prima volta che affronto scene di nudo, credo che sarà una grande soddisfazione personale. Non ho nessun tipo di “rapporto complicato” col mio corpo, l’unica difficoltà era l’insicurezza e quindi la difficoltà di recitare completamente nudo che adesso però ho superato.

Che progetti hai per la prossima stagione teatrale e qual è stato fin ora il tuo percorso artistico?

Per la prossima stagione continuerò a studiare recitazione e soprattutto doppiaggio, il mio sogno sin da bambino. Queste due cose devono viaggiare assieme, quindi voglio continuare a formarmi fino al raggiungimento del mio sogno che nessuno abbatterà mai.
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