Alessio Brangi, Checco in “Sott’acqua”
“Conosco il bullismo, il cinema è un riscatto”

 

Alessio Brangi, prossimo diciottenne napoletano, sarà tra i protagonisti di “Sott’acqua”, un cortometraggio di Antonio Mocciola con la regia di Luca Petrucci che si girerà il prossimo mese di settembre. Abbiamo intervistato il giovanissimo attore, al suo esordio sul grande schermo come protagonista.

“Sott’acqua” affronta vari temi, tra cui il bullismo, i rapporti con il proprio corpo, la paternità e la maternità, la disabilità, l’omosessualità, il machismo tossico, la corruzione ma anche la solidarietà, l’empatia, il riscatto sociale. Che tipo di infanzia e adolescenza hai avuto?

Sono sempre stato un bambino molto allegro e socievole con tutti, ho avuto un’infanzia bella e spensierata; l’unico avvenimento spiacevole che ricordo della mia infanzia è stato proprio quando anch’io sono stato bullizzato. So benissimo cosa si prova, per quanto mi riguarda, forse ciò che è più brutto è sentirsi impotenti nel fare qualcosa. Ma grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre protetto e sostenuto, l’ho superato. Per quanto riguarda la mia adolescenza invece, l’ho vissuta e la vivo ancora perfettamente, perché sto iniziando a vedere oltre l’orizzonte il mio futuro.

Come ti sei approcciato al mondo dello spettacolo?

Beh in verità è successo tutto per puro caso, io ed il mio migliore amico Alessandro (Vincenzo nel cortometraggio) andammo ad un incontro di un libro proprio di Antonio; e fu lì che lui chiese se ci fosse qualcuno che era interessato a partecipare al suo cortometraggio. Ovviamente noi accettammo subito la proposta, facemmo poi un provino con Antonio e da quel momento diventammo Checco e Vincenzo.

Con quali sensazioni ti avvicini al ciak del 9 settembre?

Innanzitutto, voglio dire che sono molto emozionato e felice di fare il mio ingresso nel mondo dello spettacolo con le caratteristiche del mio personaggio e con questo cortometraggio in particolare. La mia sensazione maggiore è l’impazienza, perché non vedo l’ora di sapere cosa si prova a vedere te stesso sullo schermo e sono anche molto curioso di sapere come si svolgerà il tutto.

Ci racconti il suo ruolo all’interno di “Sott’acqua”? Quanto c’è di Checco in Alessio?

Checco è un ragazzino molto timido e silenzioso, ma è anche allegro e ascolta molto gli altri. Lui non esterna troppo le sue emozioni, le tiene dentro. Vorrebbe essere più libero di decidere per sé, ma la sua insicurezza lo blocca emotivamente.
Di Checco in Alessio, c’è sicuramente un pizzico di timidezza che pian piano sta svanendo. Come Checco io sono molto allegro e ascolto gli altri. Ma a differenza sua, io dico sempre ciò che penso perché ho imparato che ognuno di noi vale e che non bisogna mai chiuderci nel nostro io.

Come ci si prepara a questo tipo di lavoro e che rapporto hai col suo corpo?

Mi sento abbastanza preparato, sono carico e come ho già detto sono impaziente di iniziare. Fisicamente mi piaccio, col mio corpo mi sento libero.

Che progetti hai per la prossima stagione artistica e qual è stato fin ora il tuo percorso in questo campo?

Una cosa è certa, adesso che ho intrapreso questa nuova professione, voglio ovviamente continuare. Perché un’artista cresce giorno dopo giorno. Il mio percorso fino ad adesso è stato pazzesco, insomma non avrei mai immaginato niente del genere; per me è tutto ancora un po’ surreale. Ho imparato veramente tante cose e per questo devo ringraziare infinitamente Antonio, prima di tutto per averci dato questa possibilità e poi perché è stato veramente un coach esemplare.

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