Abbiamo intervistato Marina Billwiller, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. Successivamente è stata coinvolta nella mostra “Le vittime di Dio” al Pan, curata dallo stesso Mocciola. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale di attrice?
Come un viaggio dentro me stessa, come il primo grande passo per imparare a camminare tracciando la strada da percorrere. Credo che ognuno di noi dovrebbe provare l’esperienza del teatro, se ascolti bene quello che ti consiglia la vita ti si aggiusta.
Quanto ha inciso nella tua formazione l’essere napoletana?
Purtroppo poco. Non conosco quanto dovrei il teatro napoletano e ho fatto davvero pochissimo in questo senso, dovrei certamente recuperare tanto da questo punto di vista, se non altro per cultura personale. Sono amante delle commedie storiche dei grandi, un pò come tutti, ma raramente mi è capitato di cimentarmi.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Molti a questa domanda rispondono “rifarei tutto perché tutto serve” e probabilmente qualche anno fa anche io avrei dato la stessa risposta; Oggi dico che ci sono delle cose che onestamente eviterei perchè le ricordo come una perdita assoluta di tempo, o forse ancora non ne ho colto il senso, probabilmente arriverà in futuro. Poco compresa qualche volta. Ma chi sà se ero poco chiara io… del resto ogni cosa è un punto di vista che apre porte con stanze diverse.

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nuda per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Per me è stata un’esperienza profondamente illuminante che mai avrei pensato di fare! Antonio Mocciola e tutto il suo staff sono stati bravissimi a mettermi completamente a mio agio. Stare nuda mi sembrava la cosa più normale e naturale del mondo e non ho provato alcun imbarazzo. Anzi, mi sono amata molto in quel momento. Ho un buon rapporto con il mio corpo, anche se dipende dai periodi e dai momenti ma credo valga per tutti. In quel contesto però mi sono sentita strafiga!
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo?
Penso che ancora oggi in Italia ci sia un problema di accettazione di tutto.
Sam Valenti

