Giordano Bassetti a Milano con “Il modello di Rodin”
“Il nudo é arte e attrae, ma il talento fa il resto”

Dopo le date di Roma, Piacenza e Napoli, l 12 ed il 13 marzo Giordano Bassetti sarà protagonista del monologo “Il modello di Rodin”, in scena a Piazza Repubblica per la rassegna teatrale “Portiamo il teatro a casa tua”, ideata da Mariagrazia Innecco. L’occasione é ghiotta per intervistare l’attore partenopeo, già assieme ad Antonio Mocciola per il progetto editoriale “Addosso – le parole dell’omofobia”, che tanto scalpore suscitò nel 2017, e la mostra fotografica “Le vittime di Dio” (foto di Luca Petrucci), contro la quale si mossero clero e politica. Materiale incendiario, che Giordano e il suo autore hanno affrontato con piglio quasi divertito. Il nudo, in tutti e tre i casi, assume valenza provocatoria, ma non solo. 

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?

Io ho fatto il percorso inverso a quello solito. Ho cominciato con la tv, avevo un ruolo ne “la squadra” nei primi anni 2000 e poi ho iniziato a fare teatro con Buccirosso e sono rimasto con lui vent’anni.

Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?

Essere napoletano non ti dà una marcia in più come tutti pensano. Per me è vero l’esatto contrario. Da un napoletano ci si aspetta di più perché è un popolo molto teatrale già di suo.

(foto di Luca Petrucci)

C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?

Anni fa per il teatro rinunciai ad una fiction convinto che avrei avuto altre occasioni. Non so se oggi farei la stessa scelta.

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo? 

Ho un buon rapporto con il mio corpo e ho fatto pace con la mia vanità, di conseguenza non ho avuto problemi o imbarazzi a spogliarmi nudo. Anzi. Posare senza veli è un’esperienza che consiglio a tutti almeno una volta nella vita. Tutti dovremmo sentirci belli e piacenti almeno una volta nella vita.

(foto di Carmine Miceli)

Ne “Il modello di Rodin” reciti completamente nudo per quasi tutto lo spettacolo. Ci sono differenze tra il posare per delle foto (dove sono presenti solo addetti ai lavori) e il recitare di fronte a decine di persone?

La differenza è che nelle foto posi e basta. Sul palco c’è da fare molto di più. Il pubblico lo attrai con la nudità per i primi cinque minuti poi devi essere bravo.

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 

Mi sembra che ultimamente ci sia uno sdoganamento del nudo maschile su tanti fronti. Dalle serie tv anche italiane fino ai contenuti social.

Sam Valenti

(in apertura articolo foto di Lorenzo Passini)

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