Abbiamo intervistato Arcangelo Pastore, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Salve sono Arcangelo Pastore, classe 72′ napoletano, attivista per i diritti LGBTQIA+ e attore. Nato a Posillipo, Napoli, amante del mare, della natura, dell’arte e la vita sana. Ho studiato recitazione in accademia e già facevo il figurante speciale al Reale Teatro San Carlo di Napoli. Il mio percorso artistico è altalenante dall’amatoriale da ragazzo sono poi passato al professionale mentre studiavo. I primi spettacoli teatrali, Cinema, TV, radio,
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Sicuramente ha inciso l’essere napoletano nel bene e nel male, sono molto diretto e sfacciato, creativo, disegno anche e mi piace la moda, posando anche come fotomodello a Milano, ho riscontrato alcuni pregiudizi per i napoletani che ho gestito egregiamente.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Professionalmente gli addetti al lavoro non credo abbiano capito tutti le mie reali possibilità, doti, affinità, talento perché l’essere sincero spesso viene frainteso e poco apprezzato. Ma sono contento per le dimostrazioni di affetto ricevute in teatro dal pubblico. Rifarei le mie scelte casting, provini, selezioni,
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Avevo già posato nudo sempre per giuste cause, ma non ero da solo. Addosso è stato un progetto molto interessante, contro l’omofobia, certo ero un po’ imbarazzato perché questa volta conoscevo l’autore del libro e tutti i colleghi partecipanti ma ero a mio agio, ho un buon rapporto col mio corpo tonico, nuoto a mare, cammino a piedi, mangio ottimo cibo e non ho mai fumato. Mi è capitato anche di andare in spiagge discrete, dove era possibile fare nudismo.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Si penso che in Italia ci sia ancora un pregiudizio sul nudo maschile ma vedo più uomini nudi nei film e non solo lati B…Grazie per l’attenzione, per questa intervista, un saluto anche ad Antonio che mi ha coinvolto come spesso fa.(Uno dei pochi a Napoli) Liberi Tutti
Sam Valenti

