Abbiamo intervistato Lello Vaccaro, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”, per l’obiettivo di Carlo Porrini. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?
Sono Lello Vaccaro 53 anni e ho due figlie di 13 e 10 anni. Vivo a Napoli, sono un content creator e faccio (ma non lo sono ufficialmente) il giornalista. Mi occupo di motociclismo e produco un format tv e web che dal nome STAR BIKERS e che propone contenuti che riguardano il mondo delle moto in tutte le sue declinazioni. Anche se il mio sogno era recitare a teatro nelle commedie.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
Povero Salvini, che pena mi fa, costretto ad abbracciare le cause più infelici pur di seguire il consenso. Viceversa dovrebbe trovarsi un lavoro e sarebbe una vera grana per uno come lui. La libertà di espressione è stata sempre ostacolata in questo Paese, in molti casi proprio dalla Chiesa supportata sottobanco dalla politica. Tutte le lotte che sono state fatte per l’emancipazione della donna o la libertà nel voler essere diversi da quella normalità in cui ci hanno fatto credere, sono state faticose e anche sanguinarie talvolta. In questo senso l’avvento di certe religioni con le loro regole e convinzioni hanno fatto fare all’umanità un salto indietro nella preistoria. La vita concepita dagli antichi Greci e Romani che vivevano la libertà di espressione e di essere con più serenità, è stata spazzata via da quel medioevo in cui per molti versi l’Italia e anche altri Paesi vivono ancora. Se poi ci mettiamo oggi le strategie del terrore, della persuasione e della distrazione di questa destra, che è la peggiore destra (dopo il fascismo) che l’Italia abbia visto, allora la preoccupazione dovrebbe essere di tutti, perché ad oggi una vera libertà di espressione non è stata ancora conquistata, almeno non come la intendo io. Io spero che le autonomie di pensiero che arrivano dal nord Europa possano influenzare anche il sud del mondo e nel momento in cui anche i Paesi poveri africani capiranno che certe ingerenze sono anacroniste, allora può darsi che l’umanità si libererà da questa oppressione che arriva non solo dal cristianesimo ma da tutte le religioni esistenti, che a mio avviso sono solo invenzioni di alcuni uomini create per controllare altri uomini.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
La Chiesa aveva decisamente più peso in passato nella dialettica politica di questo Paese. Sono lontani gli anni ’60 e ’70 quando le suore caricavano sui pulmini gli anziani delle case di riposo per portarli a votare in nome di un Dio e di un Cristo in cui probabilmente non credevano più nemmeno loro. Erano spinte dalle pressioni della Chiesa in piena combutta con la DC che all’epoca faceva il bello e cattivo tempo. Poi si è vissuto un periodo dove la laicità nell’agenda politica del Paese aveva trovato un po’ più spazio, fino ad arrivare ad oggi per ripiombare nuovamente nell’oscurantismo di questa destra, che calca il consenso dei cosiddetti credenti attraverso la più becera propaganda religiosa.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
Il nudismo è una pratica che ho già vissuto in passato, ho iniziato in estate anni fa in vacanza in Croazia dove in spiaggia puoi decidere di praticarlo, oggi non so lì com’è. Poi ancora in Grecia e a Formentera in determinate aree per sentire quella gradevole sensazione di libertà e di accettazione del proprio corpo, che a mio avviso regala molto anche in termini di autostima e di apertura verso gli altri. E’ per tutte queste ragioni che ti ho elencato che ho raccolto subito l’invito di Antonio. Volevo fare anche io la mia parte nella diffusione di concetti che sposo in pieno e la modalità con cui lo abbiamo fatto mi sembrava quella più giusta per irrompere sulla scena e smuovere gli animi delle persone. Spero che ci siamo riusciti, Salvini a parte. Sul set era tutto molto cordiale e familiare, nessun imbarazzo e mi sono trovato a confrontarmi con persone che erano lì per lo stesso obiettivo e quando è così non puoi che essere a tuo agio. Ho interpretato poi Giordano Bruno, una delle vittime sui cui la Chiesa si è accanita di più ed era per me di orgoglio e di rivalsa portarlo in vita in maniera così sfacciata, lui che come me cercava di non porre mai limiti al suo pensiero.
Il rapporto con il mio corpo è sereno, credo che bisogna sempre accettarsi per quel che si è. Ho la pancetta e cerco di non farla lievitare ma comunque non ha importanza. Sembra strano pensarla così mentre in molti vanno nella direzione opposta, gonfiando i conti correnti dei chirurghi plastici ma tant’è.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico è stato sempre usato dai più grandi pittori e scultori che l’umanità abbia prodotto proprio per comunicare, trasmettere e arrivare agli altri nel modo più diretto e immediato possibile. Può essere fruibile in tutte le modalità con cui si riesca a raggiungere l’obiettivo di arrivare alle persone e magari farle riflettere, affinché conquistino quella libertà di pensiero di cui ti ho parlato in tutte queste riga, perché è quello che per me conta: la libertà, e se dovessi ricevere altre richieste di collaborazioni proverò ad esserci.
Sam Valenti