L’inglese Elizabeth Tudor e la scozzese Mary Stuart: due regine che la vita e la Storia hanno contrapposto si sfidano in un duello tra storia e sentimento, diventando non più personaggi ma vere e proprie metafore di un modo d’essere.
E’ questa l’idea di Roberto Russo, autore di un testo che Gianni De Feo porta in scena con Bruno Petrosino in un serrato scontro-incontro “en travesti” che attraversa la storia britannica ma sa parlare un linguaggio apolide, grazie a temi eterni (il tempo che passa, il potere, il sesso) sapientemente diluiti. Vestiti con notevole eleganza da Janni Altamura, De Feo e Petrosino, coadiuvati da Letizia Nicolais, si muovono con grazia e potenza drammatica in piccoli spazi (in the box, citando il sottotitolo) dando vita ad un vero e proprio carillon dark. Bruno Petrosino riesce a tenere il passo di uno straordinario Gianni De Feo, squisitamente a suo agio con e senza maschere, mentre le musiche di Sergio Colicchio raccontano bene, senza invadere mai, gli snodi narrativi del bel testo di Roberto Russo.
La sala stracolma della prima, all’Off-Off Theatre di Roma, gradisce. “La pace non è un miracolo, è sacrificio», dichiara la Tudor. E tutto suona, quanto mai, attuale.
Antonio Mocciola
(foto Manuela Giusto)

