Attraverso la lente della letteratura mondiale, Marco Sgamato esplora l’inferno e i meandri della mente umana in uno spettacolo che non si perde nelle citazioni, ma sa parlare un linguaggio contemporaneo e fresco. “Lacrimarum valley” vede in scena Leila D’Angelo, Valeria Impagliazzo e Leonardo Noto, tutti a proprio agio nell’interpretare tre anime dannate sapendo alternare leggerezza, intensità e lievi spruzzate di humour, incorniciati da scenografie suggestive e raffinate, con musiche decisamente spiazzanti ad aggiungere (o togliere bruscamente) dramma.
Al Teatro Tram di Napoli la nuova drammaturgia riesce ancora una volta a trovare il suo spazio, e in questo caso “Lacrimarum Valley”, spettacolo dotato di acume e figlio delle buone letture del regista e e drammaturgo Marco Sgamato, offre diversi spunti di riflessione: a partire dall’essenza del male, in un’epoca in cui si addensano nubi e conflitti che sembravano relegati ai libri di storia, almeno nelle nostre latitudini.
La sala applaude i bravi interpreti, nonché l’originalità e l’audacia del regista e autore.
Antonio Mocciola

