Le delicate porte girevoli
della commedia degli equivoci

 

 

Ci sono giornate che si annunciano decisive: quelle in cui si sente il peso dell’attesa, dell’opportunità, del possibile punto di svolta e che poggiano su una slavina di equivoci pronta ad abbattersi in una forma comica che, senza farne mistero, lo stesso autore e regista Luca Giacomozzi riconduce ai fasti della comédie française.

Le vicende di “Ti scoccia se ti chiamo amore?” nascono esattamente da qui: dal titolo del racconto di un giovane scrittore (interpretato da Luigi Ferraro) che, con il cuore in tumulto, l’ansia crescente, un coinquilino in procinto di lasciare casa e l’appartamento invaso dagli scatolini contenenti le copie della sua opera prima letteraria, aspetta la responsabile di una casa editrice disponibile (forse) a distribuire il testo; dall’incontro potrebbe dipendere il destino del suo romanzo e della sua intera carriera.

Il meccanismo comico di questo genere, rodato e affinato da millenni, è materia indubbiamente ben gestita sia da sin da principio da parte dell’intero cast che in un inarrestabile tourbillon di ingressi e uscite, mette in scena un valzer di personaggi che sembrano essersi messi d’accordo per capitare tutti nel giorno meno opportuno a rovinare l’agognata impresa dello speranzoso scrittore. Ma tali amici sinceri ma ingombranti, conoscenti in cerca di attenzioni, vicini petulanti, scocciatori di ogni specie, travalicano spesso il confine della commedia sconfinando nell’avanspettacolo non per scivolamenti volgari o inopportuni ma per un’estremizzazione macchiettistica del personaggio che rischia di falsificare la stessa credibilità comica dello spettacolo. Seppur deformate, queste maschere contemporanee sostituiscono quelle tradizionali, ma ne mantengono la funzione: generare caos e scambi di persona, rivelare ipocrisie e debolezze, stigmatizzare e ridere dei cliché sociali della bella e svampita, del gay en travesti, della volgare borgatara.

Ma nell’insieme lo spettacolo funziona; non solo per l’abilità dei sette protagonisti (sui quali spicca un attore d’esperienza e grande versatilità qual è Emiliano Reggente) ma anche e soprattutto per l’ottimo affiatamento e il perfetto rispetto dei tempi e dei ritmi forsennati i cui meccanismi ad orologeria impongono una precisione chirurgica.

Il pubblico, una volta tanto, può staccarsi dall’alienazione salottiera della comicità televisiva da tre minuti e pur senza voler delegare al teatro chissà quale intento trascendente, ridere con passione e coralità.

 

Francesco Giannotti

 

 

Teatro Roma – Roma

6 novembre 2025 – 16 novembre 2025

“Ti scoccia se ti chiamo amore?” di Luca Giacomozzi

regia Luca Giacomozzi

con Emiliano Reggente, Luigi Ferraro, Giulia Zadra, Camilla Bianchini, Francesca Pausilli, Michele Mancuso, Claudio Scaramuzzino, Claudia Spedaliere

aiuto regia Barbara Minetti

allestimento scenico Michele Funghi

audio e luci Gigi Mariozzi

costumi Cinzia De Rossi

ufficio stampa Andrea Cavazzini

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