Oggi ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Vincenzo Stallone, musicista pugliese conosciuto con il nick di Junior V, animato da una grande passione per il reggae che ha trasformato e metabolizzato in un personale sound indie folk.

Buonasera Vincenzo, ci vuoi raccontare il tuo percorso artistico?
Buonasera. Il mio percorso artistico nasce da una necessità di sprigionare vibrazioni positive attraverso la mia musica. Ho iniziato a studiare chitarra classica fin da quando avevo 8, 9 anni; lo studio classico mi ha dato la tecnica necessaria per iniziare a comporre i miei primi arrangiamenti. Dopo qualche anno mi sono immerso  in un mondo che ho amato per tanti anni: il Reggae! Purtroppo ho vissuto gli ultimi anni dell’esplosione di questo genere musicale e vivendo in Puglia, dove il Reggae è sempre stato la punta di diamante della scena musicale, sono rimasto affascinato dal messaggio, dalla purificazione dell’anima e dalla cultura che c’è dietro questo sound.

Per me non è mai stata solo “musica”, era molto di più! Ho vissuto la mia adolescenza nella piena spiritualità che mi ha trasmesso il reggae e, grazie ad esso, ho fatto alcune esperienze che non dimenticherò mai. Successivamente ho capito che la musica che vuoi fare non è per forza la musica che ti piace; infatti sono tornato agli ascolti rock e folk americani, ho scoperto la nuova scena rock inglese e il folk australiano. Queste nuove vibes mi hanno ispirato per il nuovo disco “Sconosciuti che conoscono l’amore”, il mio terzo disco, ma sicuramente il primo del nuovo Junior V.

Cosa c’è alla base della tua musica?
C’è la voglia di raccontare la mia vita ed essere specchio della vita dell’ascoltatore. Racconto ciò che mi succede, sono ispirato da tutto quello che mi lascia di stucco: un amore, un’esperienza, un viaggio, una storia che ascolto, un incontro. Insomma ciò che vivo quotidianamente.

Come è nato “odore d’incenso”? E la realizzazione di un videoclip così particolare.
Odore d’incenso” è il primo singolo estratto dal nuovo album.
È il brano che ho scritto e registrato per ultimo, ma è uno di quelli a cui tengo maggiormente. L’ho scritto di notte nella mia stanzetta, sul terrazzo, in dieci minuti. È stata la prima volta, perché io non ho mai scritto una canzone in dieci minuti! Avevo quella voglia di buttare fuori tutti i sentimenti di un amore bruciato dalle incertezze.

Poi, per il videoclip, ho avuto l’onore di lavorare con Roby il Pettirosso, illustratore che seguivo già da anni sui social, poiché le sue illustrazioni sono condivise da migliaia di persone. La sua arte ha contribuito a realizzare un videoclip che rappresentasse ogni parola del mio testo in un cartone animato.

Un genere musicale lontano dalle tue corde in cui ti piacerebbe cimentarti?
Il mio obiettivo è evolvermi nella mia concezione di pop. Le mie influenze rock, folk, soul che si evolvono con la musica del giorno d’oggi, senza essere “vecchio”, ma essendo originale ed innovativo.

La canzone della tua vita.
Atlantic City” di Bruce Springsteen.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua vita?
Questa è una bellissima domanda! Io penso che la musica abbia bisogno di fiducia e sincerità e, soprattutto, la gente percepisce quando sei sincero nei confronti della musica. Io l’ho capito fin da subito, perché è l’unica cosa che mi fa stare bene e che farei 24 ore su 24. Poi, dopo un po’ di tempo, ho notato che sono riuscito a raggiungere molti obiettivi e, siccome sono una persona molto ambiziosa e determinata, questo mi dà forza di continuare ad esprimermi attraverso le note. Non riuscirei ad immaginarmi una vita senza la musica messa al primo posto.

Il tuo film preferito?
Seven” di David Fincher. Adoro i thriller!

Sei una persona abitudinaria?
Assolutamente no. Purtroppo il 2020 ha condizionato le abitudini della gente data l’emergenza Covid. Ho sofferto molto perché amo viaggiare e vivere “il viaggio”, non amo fare le cose in un modo standard, amo lasciarmi trasportare dai miei sentimenti.

Come vedi il futuro del panorama musicale italiano?
Secondo me ci sono tantissimi artisti interessanti che esploderanno tra poco. Spero che l’Italia riesca a trovare un sound identificabile in tutto il mondo sia nel rap che nel pop, al pari della musica americana, inglese o francese.

Che rapporto hai con i social e con i tuoi fan?
Cerco di usare i social esclusivamente per la mia musica. Ora purtroppo molti artisti pensano più a fare stories sulla vita privata che incentrate sulla musica. Il mio rapporto con i miei fan è genuino, cerco sempre di mettermi a nudo con i miei pensieri per essere sempre a stretto contatto con la gente.

In bocca al lupo Vincenzo.

Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette.
(Frank Zappa)

Valerio Molinaro