
Arriva dal Libano una delle promesse più interessanti e intriganti del panorama artistico italiano. Ilias Christoforidis é pronto a regalare un personaggio difficile, pieno di sfumature e di svolte inattese, in un lavoro firmato da Antonio Mocciola e diretto da Giorgio Gori. Con lui in scena, Noemi Gherrero e Giuliano Del Gaudio. L’ambiente è quello, agitatissimo, del post 11 settembre 2001, e si svolge in due segmenti, entrambi durissimi. Il primo è a New York, durante i serrati interrogatori, il secondo è nelle famigerate carceri di Guantanamo.
Abbiamo incontrato il cantante e attore libanese, che ci ha parlato anche del suo passato e del suo futuro.
Sì. È la prima volta che mi approccio alla scena artistica italiana a cui si stanno aggiungendo in questo periodo altri progetti sia in Italia che in Francia.
Sono molto contento di far parte del cast di “Grideranno le pietre” perché è una occasione che per me è stata un po’ un segno; mi spiego meglio, ero da poco qui in Italia, in quella che ora considero “la mia Napoli”; un pomeriggio vengo invitato ad uno spettacolo teatrale, “Il modello di Rodin”, scritto e diretto da Antonio Mocciola e interpretato da Giordano Bassetti, nel centro storico di Napoli e lì nel post-spettacolo, parlando con vari appassionati della scena teatrale napoletana; incontro Antonio che mi parla della sua idea e lì comincia la nostra avventura insieme in questo progetto.
Per me è stato il segno che la mia carriera qui in Italia dovesse necessariamente partire proprio da qui.
Interpreti un detenuto in attesa di giudizio, uno dei tanti trattenuti nelle famigerate carceri di Guantanamo aperte dopo l’attentato dell’11 settembre 2001. Cosa sapevi di questa storia, prima di portarla in scena?
Beh, diciamo che questo tema era ed è ancora “caldo” nel paese da cui provengo ovvero il Libano, molta gente morì in quell’attentato, e ha segnato molto la politica e la geopolitica internazionale del XXI secolo.
Da quel momento il mondo non è stato più lo stesso, non posso immaginare quante persone abbiano perso i propri cari in quella tragedia, questo mi ricorda l’esplosione che ha colpito il porto di Beirut del 4 agosto del 2020.
Sì, il mio personaggio è davvero denso e sono molto contento di poter mettere me stesso alla prova in questo modo, senz’altro le scene di nudo potrebbero creare un certo disagio dal punto di vista dello spettatore e forse anche dell’Ilias di tutti i giorni ma fa parte del mio lavoro e quando vado in scena ci sono solo io, il mio personaggio, e i miei colleghi e sono totalmente concentrato nell’immedesimarmi nella storia che vado a raccontare per viverla appieno.
Quindi si, vedrete l’imbarazzo, il dolore, la tristezza, la disperazione del personaggio attraverso le mie emozioni e il mio corpo.

Da piccolo ero un appassionato di libri e tutt’ora leggo ogni giorno…è il mio rituale appena sveglio al mattino.
Mi piaceva e mi piace rifugiarmi nei miei libri e vivere dentro di me le storie che leggo.
Questa è stata un po’ la cifra che ha segnato la mia infanzia e adolescenza e, probabilmente, la scintilla che ha acceso in me la passione per il cinema e il teatro.
Dopo il liceo mi sono iscritto al Conservatorio del Libano e ho studiato canto lirico e opera mentre seguivo i corsi all’università in Radio and Television Communication alla American University of Science and Technology di Beirut.
Di lì in poi, è stato un percorso naturale, studiavo per diventare uno speaker radiofonico e un presentatore televisivo e ho cominciato a partecipare ai primi casting e workshop fino a quando è arrivata la prima chiamata nel mondo dello spettacolo.
È stato un susseguirsi di progetti televisivi e serie tv Netflix sia teatrali; sino a quando ho deciso di investire ulteriormente ed estendere i miei orizzonti e sono arrivato in Italia in pianta stabile con qualche incursione temporanea in Francia.
Lo vorrei sicuramente qui in Italia, svolgendo la mia professione e partecipando di tanto in tanto a produzioni internazionali in quanto posso recitare senza difficoltà sia in arabo che in francese e inglese…l’idea sarebbe collaborare in produzioni di Hollywood, del Libano e in Francia; ma con un piede ben piantato qui che è il centro dei miei interessi artistici.

