“Grideranno le pietre”, le torture di Guantanamo. “Grideranno le pietre”, violenza richiama violenza Una storia che racconta gli atroci soprusi e cita il Vangelo nel titolo. Non se ne parla, qualcuno non sa che esiste, non è mai stato un orrore battuto abbastanza dai telegiornali. La prigione di Guantanamo non è mai stata abbastanza al centro dell’attenzione, nonostante tutto quello che è accaduto e accade ancora al suo interno. L’11 settembre ha decisamente sconvolto l’occidente e il mondo intero, ma niente più giustificare questi abusi. Denudazioni forzate, umiliazioni di ogni tipo, tenere un essere umano nelle condizioni in cui non dovrebbe essere nemmeno un animale. Una serie di violenze, fisiche e psicologiche che non possono in nessun modo essere tollerate, ma che accadono costantemente. Una serie di soprusi volti a stanare gli autori dell’attentato che ha cambiato la storia, e che continuano ancora oggi ad essere perpetrati. Antonio Mocciola, con il testo di “Grideranno le pietre”, vuole proprio mettere in luce le violenze di Guantanamo. L’autore già noto per scavare a fondo in temi non battuti da arte, cultura e attualità, stupisce ancora una volta con il suo lavoro. Stavolta a finire al centro dell’attenzione è la violenza che si consuma in queste prigioni, raccontando una storia tra tre personaggi. Fadi e Nabil sono due uomini arabi, catturati perchè sospettati di essere dei terrificanti terroristi, autori di quel terribile atto. A gestire un estenuante interrogatorio che tenterà di piegarli in ogni modo ci sarà una donna, il sergente Jennifer. A dispetto del suo genere, la fermezza e l’abnegazione con cui porterà avanti il suo lavoro, saranno scioccanti. Non si fermerà di fronte ai modi barbari che queste prigioni sono abituate a perpetrare nei confronti di chi malauguratamente ci finisce. Ecco quindi mostrare denudazioni obbligate, annientando ogni briciolo di privacy e di senso di imbarazzo dei due detenuti. Musica rock americana sparata in cuffia sarà peggio di un proiettile, come tortura che si infila fin nel cervello. I contrasti tra i protagonisti di “Grideranno le pietre” appartengono a vari schemi e i confronti sono apertissimi. I tre attori protagonisti, Ilias Christoforidis, Giuliano Del Gaudio e Noemi Gherrero, incarnano continui paragoni. La donna bianca americana in contrasto con due uomini mediorientali, scuri e con convinzioni politiche opposte. La legge che si confronta con il dissenso, ma anche i modi immorali che sbattono contro la dignità di ogni uomo. La figura della donna si traveste di autorità e severità, ma mostrerà anche dei lati di seduzione e di sensualità. Quella dell’uomo invece sarà affrontata per il suo orgoglio, ma alla fine anche per le sue debolezze e fragilità. La paura del diverso viene messa in luce, ma anche la malignità di cui è capace un individuo per arrivare al suo scopo. L’appartenenza ad un popolo, ad un credo, ma anche la capacità di abbandonare per pura convenienza ciò in cui si crede. I rapporti tra i protagonisti saranno via via messi più a confronto, mostrando legami e tensioni durante tutto lo spettacolo. “Grideranno le pietre” è un lavoro scomodo e difficile che vuole scuotere la sensibilità sotto vari punti di vista. Il lavoro di Mocciola è ancora una volta quello di mostrare qualcosa di non visto, o comunque di non visto abbastanza. Il romanzare la storia di questi personaggi racconta un orrore che purtroppo fa parte della nostra società moderna. Continuano i suoi fil rouge, come la nudità in scena, qui più che giustificata rimarcando la privazione della dignità dell’uomo. Così come l’autorità di una figura di spicco in confronto a chi è indifeso, o quanto meno, così appare. Le prove dei tre attori sono entusiasmanti, capaci di portare in scena un testo duro e di certo non di facile realizzazione. La nudità in scena, la capacità di affrontare in prima persona le atrocità delle sevizie non è un compito facile anche per attori ben più rodati in questo genere di opere. La regia di Giorgio Gori sottolinea ogni momento della performance con attenzione e forza, descrivendo con il suo lavoro ogni momento. “Grideranno le pietre” mette i riflettori sugli orrori militari e religiosi, facendoci riflettere sui punti oscuri dove un uomo, purtroppo, può arrivare.
Gaetano Cutri

