Gennaro “Iago” Esposito: “Un set di luci in regalo
mi ha riacceso la passione perduta”

 

Nel suo piccolo ma delizioso e fornitissimo studio di Pomigliano D’Arco, Gennaro “Iago” Esposito ha ricreato il proprio mondo artistico, e i meriti di questo traguardo hanno un nome e cognome: Daria Fiorillo.

“Questa ragazza – ammette – mi ha cambiato la vita. Devo a lei se ho mollato un lavoro che mi stava spegnendo, per abbracciare la mia vera passione: lo spettacolo. Mi regalò un set di luci, e da lì sono ripartito”.

Nasce così la Koishiteru Film Production. “In giapponese – rivela – vuol dire amore eterno. Che poi è anche quello che mi lega a Daria”.

Tra locandine, videocamere, libri e faldoni, la sede della società sembra un piccolo set, in cui Gennaro accoglie gli studenti per i suoi corsi di regia: “E’ quando che mi dicono che sono stato utile umanamente, e non solo professionalmente, che mi brillano gli occhi”.

La passione accende questo ragazzo napoletano che si è fatto da solo, masticando il pane duro della gavetta e dei villaggi turistici, con il duo comico Pago & Iago, da cui ha preso il nome d’arte, utile a differenziare un “Gennaro Esposito” troppo comune: “L’incontro nel 2011 con Antonio Granatina, con cui ho condiviso una parte importante di vita e mestiere dando vita al duo, mi ha lasciato in eredità il nome Iago ma anche tanta esperienza, arrivata dopo le  fondamentali frequentazioni dei teatri Tasso e Depoche a Napoli. Poi col tempo ho fondato la casa di produzione, una SRLS, per la gestione della quale mi avvalgo di Raffaele, un ottimo commercialista. Ci occupiamo di tutto l’audiovisivo, ma anche di mostre ed eventi. Produciamo film, spettacoli teatrali, nel nostro statuto può entrare di tutto. E non sempre, anzi quasi mai, sono presente in modo massiccio. Se penso che mi sia più congeniale un piccolo ruolo, piuttosto che una regia invece che recitare, lo faccio. Non mi piace essere onnipresente, sono un attore atipico, in questo”.

Tra i suoi ricordi attoriali, brillano i ruoli nei Menecmi di Giulio Fotia e gli spettacoli itineranti “A spasso nel tempo”, con Giovanni Granatina e Giovanni Del Prete. “Eppure – riprende Gennaro – non mi sono mai cullato sugli allori. Ho fatto un piccolo ruolo ne “Il posto al sole” e ho scritto e diretto un cortometraggio che ci ha dato tante soddisfazioni: “L’inutilità”, che parla di come il lockdown ai tempi del Covid ha inciso sulle persone. La protagonista, Daria Fiorillo, si trucca e si strucca, la mascherina ha reso inutile il prepararsi. Abbiamo vinto tanti premi in giro per il mondo”.

I progetti non mancano certo: “”La vera te” è un cortometraggio scritto da me, in fase di lavorazione. La protagonista vive una vita al minimo delle proprie potenzialità, si sente inadeguata, travolta dai complessi. Sente una voce che la tormenta e la sminuisce, è quella della madre che non la incoraggiava, anzi la mortificava in quanto dislessica. Subisce mobbing sul lavoro, ed é innamorata di una collega ma non riesce a viversi la relazione. Incontra un uomo sulla panchina, un maestro, che le fa capire che le voci nella testa devono essere viste con distacco. Sto formando la squadra, ho bellissimi nomi che hanno piacere a partecipare”.

Cinema ma non solo: “Vorrei portare a teatro anche il cortometraggio “Haters – Odiatori seriali & Co”, sotto forma di monologo. Vorrei fare uno spettacolo per le scuole su Giuseppe Impastato, scritto da Antonio Vitale, dove sarò solo in scena, e distribuire uno spettacolo a cui tengo molto, “Un’ordinaria follia”. Ma se devo sognare in grande, mi piacerebbe lavorare negli States, interfacciarmi con gli attori americani come regista”.

Intanto, il presente ha regalato a Iago un’altra soddisfazione: “Mi è stata affidata la gestione di una Web Tv, Napoli 107, in rappresentanza di tutta la provincia”.

Benedetto sia dunque quel regalo d’amore, un set di luci che riacceso la scintilla. In questi casi più che mai l’amore, quello vero, è soprattutto complicità.

Antonio Mocciola

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